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martedì 27 novembre 2007

Come un bambino



Come un bambino ho iniziato e come un bambino mi sono velocemente annoiato.

Avete mai provato a cercare su Internet un presepe in grafica 3D (meglio se navigabile - e esageriamo? - con i personaggi che si muovono, l'acqua che scorre etc. etc.), da installare sul PC?
Beh, io non sono riuscito a trovarne neppure uno.

Ma se non ti arrendi al primo ostacolo, il minimo che puoi fare è provare a vedere se riesci a farlo tu (per giocare, non come attività commerciale).
Voglio dire: ci sarà pure un programma (free, ovviamente!), per quanto elementare, che sia in grado di stilizzare delle figure che, almeno da lontano, sembrino umane e poi sia in grado di scambiarle con altri programmi in grado di fare il resto del paesaggio, - lasciamo stare le animazioni etc. etc. per il momento. No?

Beh, sì e no.
No: non c'è un (solo) programma che in grado di stilizzare figure che sembrino umane almeno da lontano.
Sì: ce ne sono diversi in grado di modellarne che sembrino umane anche da vicino.
E anche con le animazioni.

Vi anticipo il finale, rovinandovi la sorpresa e la voglia di continuare: come nella più dozzinale commedia di Hollywood, non ci si può esimere dalla considerazione che un presepe vero è molto meglio, che serve arte, spirito e fuoco, non bit.

Ai pochi che saranno ancora interessati suggerirei di non escludere a priori che nel corpo del post si possano approfondire alcuni aspetti dei programmi sopra citati.



La ricerca di programmi per animazioni di modelli umani può riservare delle sorprese e fornire una vaga idea di come potrebbero essere quelli usati per realizzare film di successo.

L'occhio di Google cade subito su MakeHuman (plugin di Blender) e DAZ Studio.
Li ho trovati in questo ordine e mi sono fiondato sul primo, ben sapendo che Blender è un prodotto Open Source di altissimo livello. Una volta ho pure provato ad impararlo, ma ha una plancia comandi che neppure l'Enterprise e certamente io non sono un artista tale da giustificare uno sforzo di qualche giorno per iniziare a fare qualche scena in 3D: l'ho tenuto installato e poi mi sono limitato ad un decisamente più semplice e comunque per me più che adeguato anim8or.

MakeHuman è impressionante. Nella documentazione si legge che per realizzarlo hanno dovuto studiare anatomia in dettaglio e c'è da credergli. Partite da una figura umana base e vi trovate a cercare di modificarla, come fosse di gomma, in ogni suo più piccolo aspetto.

Volete la bocca un po' storta, un taglietto sul labbro, le narici più larghe? Vi serve un'espressione con gli occhi un po' infossati e stanchi? Per il vostro prossimo vampiro vi serve poter decidere la lunghezza dei denti? No, oggi modello un alieno con la testa come ET...
Alcuni volti base caratteristici sono già impostati, così come alcune strutture corporee, non vi resta che applicare il modello predefinito e usarlo come base per rilavorarlo di fino.
Chiaramente volete anche che l'uomo che avete disegnato cammini, raccolga oggetti da terra, salti, cerchi di prendere a pugni qualcuno, ci mancherebbe altro. E non potete sopportare che, girando la testa, i muscoli del collo non si tendano come nella vita reale.
Potete controllare tutto e poi renderizzarlo sfruttando Blender.

Ora che ci penso... tutto no... ci sono due icone che, accidenti, sono disabilitate: si tratta di quella che permette di disegnare anche i capelli e, molto peggio, di quella che permetterà di vestire i nostri personaggi (personalmente trovo inaccettabile inserire dei personaggi nudi nel presepe, escluso, al più, Gesù bambino...).

Beh, la versione che ho provato è una 0.9, queste caratteristiche sono promesse per la 1.0.
Personalmente l'attendo con ansia e sto già iniziando a lavorare alla sceneggiatura del mio film di animazione.

Facciamo un salto anche su Daz Studio 3D.

Vi serve un attimo per capire che il sito non mostra foto, ma personaggi renderizzati.
Qui hanno lavorato più a fondo sui materiali e sulle texture della pelle, delle iridi e per rendere particolari come la screpolatura delle labbra.

Qui i personaggi (i modelli base hanno dei nomi e sono proposti come attori e star - alcuni free, altri, molto più definiti, a pagamento) possono avere capelli (che si possono allungare ed accorciare) e vestiti (anche questi si possono adattare, rendere più o meno stretti).
Sono previste espressioni e posture predefinite, basta applicarle al personaggio e non sarà necessario fargli muovere il singolo muscolo: si posizionerà come da esempio.
Una curiosità: i modelli base non sono limitati solo ad umani nel vero senso della parola, ma anche anime e manga giapponesi: se avevate sempre sospettato che quei cartoni fossero un po' troppo uguali e precisi, giocando con questo programma ne potrete avere tutte le conferme.

Essendo un prodotto con fini commerciali (almeno, più espliciti di MakeHuman, nonostante dichiari di essere Tell-ware - sono contenti se ne indicate l'esistenza ad almeno due persone: con questo articolo dovrei andare pari, almeno spero), presta anche più attenzione alla compatibilità con i formati di file di altri sistemi più noti e di più alto livello (soprattutto Poser, riferimento essenziale, a quanto pare, per questo tipo di programmi).

Molto più user-friendly di MakeHuman, risulta anche meno flessibile, un po' troppo predefinito, forse un poco più asettico: i modelli presentano meno gradi di libertà, superati dai tanti elementi aggiuntivi precotti che si possono comprare: di diverse pettinature e abiti ne abbiamo già parlato, ma si possono comprare (e da altri siti anche scaricare gratuitamente) oggetti 3D di tutti i tipi per costruire mondi per i nostri personaggi: sedie, armadi, case, scudi e armature, animali e piante, etc. etc.

Il prezzo del singolo oggetto è abbastanza basso, perchè target è la massa.

Il presepe sarebbe una nicchia di mercato scoperta? Pensateci: si potrebbero vendere personaggi digitali, pastori e pecore, alberi etc. etc. per completarlo: strano che non ci abbiano ancora pensato.

Adesso ringraziatemi, perchè vi risparmio: originariamente avevo intenzione di continuare sulla strada indicata dalle ultime due frasi ed imbastire tutto un discorso su licenze Open Source e modelli di business, (mi sarei lasciato prendere la mano, sarei leggermente uscito fuori tema, ma quando mai non lo faccio? e poi, almeno su questo blog, lo svolgimento lo decido io...), che, in questo momento, mi stanno un po' assillando; ho, invece, deciso di fermarmi qui e, udite udite, di rimandare ad altro post quest'altro argomento.

Deve essere l'effetto dell'avvicinarsi del Natale: è bastato citare il presepe e sono diventato più buono

Bye
    Depa

P.S.: oltre ai programmi che gestiscono figure simil-umane, a partire da questi siti (o in questi stessi siti) si possono trovare anche programmi per realizzare paesaggi realistici ed animati (cito solo, come esempio Bryce e Terragen). Volevo ricordarvelo, ma, casomai, ne parleremo un'altra volta.
P.P.S.: per i più curiosi e giocosi, esiste anche un programma che genera volti in grafica 3D a partire da foto: si chiama FaceGen, se ne può scaricare una versione (ridotta e con scritte sopra alla testa) free.

[... continua ...] Leggi tutto

mercoledì 4 aprile 2007

Esagoni e carte



Il 29 maggio 1848 la ritirata strategica piemontese nella battaglia di Curtatone Montanara è stata il presupposto per la seguente più importante vittoria nei pressi di Goito. Grazie anche al valore degli Universitari delle università di Bologna, Ferrara, Modena, Padova, Parma, Pavia, Pisa, Siena e Trieste (ho studiato a Pavia e l'Università chiude per commemorare i caduti in quella battaglia, ricordati anche con una gara di canottaggio tra Pavia e Pisa).

Ovviamente state giustamente pensando che la mia immensa cultura non ha limiti ed anche sulla storia me la cavo mica male.
Farò finta di non sentire il borbottio di fondo dei soliti pochi riguardo a fantomatiche mie ricerche a caso sulla Wikipedia e conseguente ricamarci sopra per scrivere un post (è inutile che neghiate, quando non avete neppure il coraggio di guardarmi negli occhi).

Siccome tengo molto alla vostra educazione, vi risponderò con i fatti, fornendovi qualche informazione aggiuntiva e dimostrandovi le mie solidissime basi.
Condivise, peraltro, anche da personaggi illustri come Leopardi (e ogni critico onesto non potrà che convenire) quando associava gli studi leggiadri alle sudate carte, riferendosi, come sto per fare io, proprio al tempo passato a giocare ai wargame.



Giocare o imparare?
Finchè si è piccoli il primo è propedeutico al secondo.
Crescendo, il secondo fornisce una buona scusa al primo (quando, ovviamente, non ci si aliena su Second Life per garantire una decente vita sociale al nostro avatar e con il solo illusorio conforto che anche lì si parli di cultura, quando il marketing pensa di tirare in ballo personaggi risorgimentali).

Quelli tra noi che, diventando più grandicelli, hanno cercato ancora di giocare con i soldatini, infatti, hanno pensato bene di confermare le teorie evolutive relative all'homo ludens mettendosi a studiare la storia, le evoluzioni delle divise (competenza immancabile nel bagaglio di ogni grande artista che voglia dipingere personalmente i propri modellini), le tattiche di guerra.

Arrivando pure a leggere quel von Clausewitz che mio padre, generale dell'esercito italiano, ricordava con terrore dai tempi della Scuola di Guerra, sostenendo che, come mattone, Della Guerra nulla avesse da invidiare alla Critica della ragion pura di Kant. Per completezza di cronaca e onestà intellettuale non possiamo dimenticare che quelli che cercavano le proprie radici filosofiche nell'estremo oriente, preferivano, invece, i famosi detti di Sun Tzu.

Entrambi, tra l'altro, riutilizzabili nella seguente (o parallela) vita lavorativa, come citazioni da giocarsi quando si parla di mercati da conquistare o azioni di marketing (disciplina che desume molta della propria terminologia proprio da quella militare) o quando si deve definire un piano di progetto di emergenza.
L'evoluzione delle divise continua e credo che sia quasi banale sostenere che le cravatte e le giacche debbano rientrare a giusto titolo in questo elenco.

Si può giocare ad un wargame anche senza preoccuparsi della storia (quando, addirittura, non si devia, come con Warhammer, sul fantasy: bisogna studiare meno, i testi di riferimento sono più facili, per puro caso richiamano vagamente i film ed i gadget che si stanno vendendo su altri canali, etc. etc.).

Ma se non ti crei un background solido (e questo vale anche per ambientazioni fantasy), non sarai mai un vero giocatore e smetterai certamente alle prime difficoltà (a pag. 10 del manuale di istruzioni, dove iniziano a comparire le tabelle dei costi di movimento ed i concetti di ZOC - ZOna di Controllo - o simili).
Nascondere il tedio del calcolo e della continua consultazione sostituendo le tabelle con dei videogame non serve a molto per continuare, se non studiate anche l'ambientazione, le circostanze di contorno alla battaglia. E il suo esito, ovviamente, per cercare di ribaltarlo: se vinciamo a Waterloo nei panni di Napoleone, non battiamo solo il duca di Wellington, ma, ben più importante, lo stratega per eccellenza stesso, ancora una volta, sul quello stesso campo - il fatto che lui non vedesse il tavolo dall'alto, che non potesse ripetere 10 volte la battaglia prima di vincerla e che si trovasse di fronte un altro vero generale e non il nostro amico, notoriamente un inetto a questo gioco, sono solo scuse meschine che da una persona del livello di Napoleone, davvero, non ci saremmo mai aspettati di sentire).

Chi riesce a darsi delle motivazioni in questo senso diventa un grognard (ovvero un giocatore di wargame, in una accezione che tende a sottolineare una certa esperienza): non un guerrafondaio, ma un giocherellone serio e colto, sostenitore della sostanza.
Se fosse un amante della forma gli sarebbe inacettabile poter passare le giornate davanti a quadratini di cartone di mezzo centimetro di lato, con simboli elementari al posto di disegni e numerini sopra e sotto (è accettabile sostituire i quadratini di cartone con delle figure tridimensionali colorate, ma solo per maggior rigore storico o per rendere più realistica la ricostruzione).

Il grognard è anche un tipo preciso: le unità si muovono su esagoni, nelle 6 direzioni indicate dai lati, perchè con questi poligoni è possibile riempire completamente un'area (il tavolo da gioco) senza lasciare buchi e garantendo che dal centro di un esagono al centro dell'altro sia costante la distanza. Per simulare maggiormente alla realtà è possibile permettere alle unità di muoversi in ogni direzione solo laddove ci si accordi per procurarsi un metro flessibile per controllare inflessibilmente le distanze misurate.

Un hobby a tutto tondo, quindi, che permette non solo di crescere nella cultura della storia e dell'arte, ma di bilanciarle con la precisione di matematica e geometria.

Chiaramente, se ora non vi raccontassi che anche Internet deve essere considerato terreno di conquista e fonte di ulteriore conoscenza dovreste controllare bene il titolo del blog per verificare di non essere stati rediretti altrove.

E' facile, partendo da Web Grognard, trovare i link che permettono di fornire le basi per gestire combattimenti navali nell'800, per poi trovarsi ad approfondire i dettagli storici su Line of Fire di History Channel per ricordare l'ingegno, il coraggio e l'estremo saluto di Nelson nella battaglia di Trafalgar, che chiarì a tutti cosa voleva dire la supremazia inglese sui mari per quasi un secolo.

Potete sfruttare la macchina del tempo e rispolverare il valore degli antichi, prima della polvere da sparo, recuperando le regole classiche di Ancients, basate su esagoni, ed i diversi scenari (mai venuta voglia di evitare che Orlando cerchi di spezzare Durlindana alla fine della battaglia di Roncisvalle, prima di morire?).

Ce ne sono tanti altri, di link simili (quasi tutti reperibili da Web Gognard), ma il punto è che da anni, oramai, vivo in una città diversa da quella in cui risiedono gli amici che mi piaceva affrontare su questi campi.
Ma, ancora una volta, il Web, la piattaforma che, di mestiere, mette in contatto persone lontane, potrebbe venire in aiuto. Per esempio con Vassal, sistema che permette di ridefinire un intero board game su PC e trasmettere i nostri spostamenti sugli esagoni via email (no, non in diretta: stiamo giocando con tempi lunghi, le mosse possono richiedere anche mezz'ora, la mail è lo strumento corretto).

Certo, oltre alla lontananza non ho più neppure tutto tutto il tempo che avevo ai tempi del liceo o dell'Università. Leopardi, da suo pari, già aveva capito la risposta al problema: è, infatti possibile ricorrere a wargame più rapidi e facilmente trasportabili, usando, come il poeta rimembrava a Silvia, (mazzi di) carte (che sarebbe meglio non fossero sudate, perchè rischierebbero di essere riconoscibili come se fossero segnate, come potrebbe notare subito qualche giocatore più esperto).

Anche in questo caso esiste uno specifico programma che ci permette di giocare via Internet, Thoth, con carte predefinite o regole facilmente rintracciabili (es: Hoplites) dalle quali lasciarsi ispirare per disegnarne di nostre.

Ci sono battaglie perse in partenza e anche questo espediente delle carte non basta più per i miei pochi istanti di libertà.
Forse, sintetizzando un po' questi post potrei tornare a giocare...

Chi di voi ha detto che prima sarebbe meglio vivere che giocare?

Bye
    Depa

P.S.: se siete in viaggio e non sapete cosa fare, esistono anche carta e penna e un altro po' di regole che potrete trovare, per es., presso il sito di Warp Spawn Games.

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giovedì 15 marzo 2007

Just another brick in the wall?


Siete stanchi voi per aver letto quelle due righe sul Web Semantico?
Cosa dovrei dire io che le ho scritte?

Infatti mi sono preso una pausa.
Ho deciso di giocare con mia figlia con i LEGO.

Mi ricordavo che era divertente, anche se, certamente, non c'erano tutti quei pezzi, quando ero piccolo io.

E' un continuo fare e disfare.
E' quasi piacevole sentire i pezzi che si incastrano. Invece odio doverli separare.
Mia figlia no, a 4 anni le piace di più distruggere. Di solito dopo un quarto d'ora di mie costruzioni.
Oh, guarda, c'è anche un libretto di istruzioni, così si può fare qualcosa di più complicato.

C'è una sigla, 7795 Deluxe Starter Set, ovviamente sono numerati.

Chissà cos'altro ci può essere dopo questo set iniziale.

Non dovevo chiedermelo, vero?
Voi lo sapevate e non mi avete fermato.
Lo avete fatto apposta, dite la verità.



Ci vuole un attimo. Ci si siede di fronte al monitor solo per un momento.
Un istante dopo ci si infila in uno user group.

Ci sono set per tutti gli argomenti.

Ci sarà anche la storia, da qualche parte? No, quella è solo sulla Wikipedia.
Ah, erano falegnami, come Geppetto.

E come lui hanno iniziato a fare giochi che sono in grado di muoversi da soli. Gli hanno messo sensori e motori.
Si chiamano Mindstorms.
Sono programmabili.

Anche in Java.
Ne voglio uno.

Aspetta, vedi mai che su YouTube mi fanno vedere come funziona.

Secondo errore.

Uno dei filmati che ho trovato lo avete visto all'inizio del post.
Sono bellissime le esplosioni con i mattoncini che volano da tutte le parti e le continue ricostruzioni delle astronavi.
Se volete vedere da capo tutto Star Wars, fatto a pezzi ('mattoncini'?) di 2-7 minuti, potete anche riuscirci, secondo me.

Sono convinto che, in termini di contenuti, potrebbe far contento anche l'anonimo che mi ha scritto a proposito di Joost.
Anche se non conosco i suoi gusti, se non altro siamo di fronte a qualcosa che non viene trasmesso spesso.

Un consiglio, però: non andate a cercarne altri, a meno che non vogliate divorziare. O perdere il lavoro.
O perdere la testa.

Però, certo che li hanno animati bene, vero? Belli fluidi, fin troppo morbidi.
Caspita, chissà quanto tempo c'è voluto.
Anche se avessero avuto un CAD, ci potrebbe voler.... ferma tutto. Vuoi mica che ci sia anche un CAD, vero?

Terzo errore.
Mia figlia si lamenta che non gioco mai con lei e lavoro sempre troppo con il computer.
Insomma, non sto ben cercando queste istruzioni per lei?

Vediamo un po' LDraw, MLCad e il suo tutorial (guarda, combinazione, costruiscono proprio un'astronave), scarichiamo, ah, si integra anche a POV-RAY per il rendering,...
Scusate, cosa fate qui? Che c'è da guardare? Tornate a leggere un'altra volta, non vedete che ho da fare?

Bye
    Depa
P.S.: c'è anche un wargame, e il conteggio dei danni fa saltare un corrispondente numero di mattoncini sull'unità...

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mercoledì 21 febbraio 2007

Aeroplani e draghi di carta

Se avete letto il post su SOA vi serve di sicuro rilassarvi. Lo so perchè l'ho letto più volte ed è per questo che, con la scusa di farla giocare, ho fatto un areoplano di carta per mia figlia. Non ha volato male, ma mi sono detto che, certamente, su Internet...

Infatti la solita Wikipedia non ci delude, ma si arriva facilmente anche ad un bel sito che ci presenta il miglior areoplano del mondo, senza sapere, evidentemente, che in Italia c'è chi gli areoplanini li fa partendo dalla fisica e dai progetti originali.

Avete finito di credere che, da piccoli, gli areoplani, "come li facevate voi, non li faceva nessuno"?
A questo punto entra in gioco mia moglie, parlandomi di origami. Dopo il primo sorriso di circostanza ed aver cercato di scappare mi ha costretto a darle retta. Aveva ragione (come sempre, ma resti tra noi). Il video (quando YouTube non schedula i downtime) è di lato, ma vi consiglio di leggere ancora, dopo esservi ripresi...



e un drago fatto con la paglia
bruciava all'alba sulla soglia
perche il dolore non entrasse lì
[Vecchioni - Fata]


Ho sempre pensato che l'origami fosse chiamato arte a sproposito. Nei libri di hobbistica sull'argomento che avevo visto finora nei negozi si superano, ma non così di tanto, le barchette di carta e le rane che si facevano alle elementari.

E, invece, c'è dietro un mondo.
Devo chiedere scusa, pubblicamente, a tutto il Giappone (anche per cercare di non aggiungere altri problemi in politica estera, in questo momento).

Il tipo del video (a proposito, quando finite di leggere questo post, se già non lo avete fatto, doppio-cliccatelo e godetevi i dettagli, che valgono la pena) si chiama Kamiya Satoshi ed è un genio di soli 26 anni, che ha più siti che parlano di lui di quanti accessi avrò io dopo un mese di blog. In un altro video piegando un foglio da 2x2 metri, tira fuori una fenice che fa impallidire il drago (che pure, l'avete visto, era rosso - probabilmente non è stato di buon gusto, nei confronti del drago, mettergli di fianco una fenice, che poteva ricordargli come i versi citati del poeta potessero facilmente prendere una piega diversa, se solo, al posto della paglia, avessero usato carta).

L'aspetto più impressionante è che ha già in testa tutto fin dall'inizio, perchè le prime 300 pieghe sono solo l'equivalente dello schizzo iniziale, poi torna al foglio liscio e inizia a giocare per davvero.

Michelangelo sosteneva che la forma fosse già presente nel blocco originale e che compito dell'artista era levare il marmo in più, probabilmente Kamiya pensa qualcosa di simile dei fogli di carta.

Non è finita. Di artisti di questo livello ne esistono altri e qualcuno fa pure delle classifiche.

E ringraziamo i fotografi specializzati in queste opere: dal 2D al 3D e ritorno, ma facendo godere anche a noi lo sviluppo spaziale ed i dettagli.

Non riuscirò mai più a guardare un aereo di carta con gli stessi occhi di prima.
Bye
    Depa

[... continua ...] Leggi tutto