Nota: non sappiamo quanti, non sappiamo i loro nomi, sono 'alcuni', non si parla di re. Si dice solo che provengono da Oriente (genericamente la Transgiordania, per i Palestinesi). L'etimologia riporta a sacerdote oppure grande (e, quindi, poco ci aiuta). Senofonte ed Erodoto li descrivono come casta sacerdotale presso i Medi ed i Persiani, che si occupava di divinazione, astronomia e medicina. Non è comunque necessario immaginare che dovessero arrivare da così lontano, potrebbe bastare fermarsi all'Arabia (anche per il tipo di doni). Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia. [...] E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste [...] Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, [...]
Natale è appena passato, tra alberi, presepi, doni e pranzi.
Credo non sia necessario essere cristiani per sentire la nausea dovuta all'eccessiva commercializzazione di questa festività, ma certo, per chi ha fede, è ancora più triste pensare che, parallelamente, tendiamo a dimenticarci perchè e cosa festeggiamo.
Cosa ci ricordiamo di ciò che proviene dai Vangeli canonici? Dei quattro, quanti ne parlano?. Quanto di ciò che attribuiamo al Natale deriva dalla tradizione o da altre fonti?
Qualche dubbio ci ha vagamente sfiorati mentre stavamo facendo il presepe?
E' possibile una ricostruzione storica? A che profondità?
Era il 25 dicembre? L'anno zero è calcolato correttamente? (domanda leziosa: tanto non si andrà certo a risincronizzare gli orologi...)
La Natività è avvenuta in una grotta o in una stalla?
C'erano il bue e l'asinello che riscaldavano, ovviamente, anche perchè il Bimbo era in fasce nella mangiatoia, con di fianco Giuseppe e Maria, no?
E pastori e gregge compaiono, nei testi?
Quanti angeli avete messo, nel presepe?
Tra qualche giorno, a seguito della stella dovrebbero arrivare i Magi (portavano davvero oro, incenso e mirra?).
Non è in questi dettagli, ovviamente, il senso proprio del Natale.
Rispetto a quanto sto per dire ci si avvicina di più Dickens con la storia di Scrooge, intendo.
Ci sono persone che sentono e capiscono chiaramente il senso profondo delle parole "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", pur senza capire nulla di filosofia e questo gli è sufficiente.
A me, invece, (farei volentieri a cambio) serve ripercorrere ragionamenti freddi e spiegazioni logiche già fornite mille volte nei secoli (ma molto raramente ripetute ai più, quando talvolta servirebbe), per un bisogno di razionalità, derivato dalla società attuale e dalla mia preparazione ed inclinazione personale.
O, peggio, per mia poca fede, rispetto ad una più grande fede di altri (e non è una questione di essere semplici o meno, colti ed intelligenti o meno, perchè nella storia si sono presentate tutte le combinazioni).
Da cui: ricerchina sul Web (e non solo!), per ottenere, tramite copia e incolla, un approfondimento sufficiente, non dico ad avvicinarmi ai livelli di divulgazione di Superquark, ma, almeno, a soddisfarmi come quadro riassuntivo d'insieme.
La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e con la più grande costanza che i quattro suindicati Vangeli, di cui afferma senza esitazione la storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo [...] E gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte che erano tramandate a voce o già per iscritto, redigendo un riassunto di altre, o spiegandole con riguardo alla situazione delle Chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù cose vere e sincere.
[Dei Verbum - Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione, Capitolo V, par. 19 - l'enfasi è mia]
Vi tolgo subito la suspence con uno schemino iniziale:
E' bene notare fin da subito che non esistono discordanze significative tra i due racconti: semplicemente raccontano aspetti diversi dello stesso evento, in modo più o meno approfondito, senza contraddizioni.
secoli. Esistono, però, alcuni indizi, nel Vangelo di Luca, che permetterebbero, con l'aiuto di recenti scoperte archeologiche, una definizione più accurata.
Una nota importante: io NON sono uno studioso biblico, NON sono un esperto di scritture, sono, certamente, un cattolico credente (e questo rende quanto scrivo certamente di parte), ma sono un cattolico pensante, cui piace approfondire i motivi della propria fede e mi piace giocare pulito (se vogliamo, prima di tutto con me stesso).
Quanto ho raccolto e riportato in questo scritto non è farina del mio sacco, ma è una rielaborazione, un approfondimento basato su fonti che ritengo valide (dopo averne lette decine, anche riportanti ipotesi opposte o molto fantasiose), che vi ripropongo e che, quindi, potrete verificare direttamente.
Partiamo dai Vangeli.
Matteo:Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode
Betlemme e tempo di re Erode. L'indicazione, fin qui, è un po' scarna: vedremo poi che dal testo di Matteo potrebbero sorgere altri vincoli temporali, legati alle tipologie di fenomeni celesti che, secondo quanto oggi noto, si sarebbero potuti verificare in quel tempo e che potrebbero spiegare la menzione alla stella.
Sul periodo di massima ("al tempo del re Erode") i due Vangeli sono concordi, ma è da Luca possiamo estrarre indizi per provare a definire possibili date. E' importante notare che i Vangeli non ne indicano esplicitamente nessuna, quella solitamente considerata come riferimento è stata scelta a posteriori da Dionigi il Piccolo, intorno al 525 d.C., sulla base di calcoli da lui sviluppati e messi in dubbio parecchi secoli fa. La scelta della data, è bene ricordarlo, pur essendo elemento di interesse, non è un elemento di fede.Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:
Qui si inserisce la tradizione popolare, derivata da diversi apocrifi, in cui i Magi si ritrovano a manciate:
Esistono ulteriori scoperte archeologiche che mostrano che già nel IV secolo la tradizione popolare prevedeva la presenza di un numero di 3 Magi. Come vedremo, il numero - assolutamente non certificabile - viene probabilmente derivato dai doni.Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo
NOTA: il riferimento alla stella è molto vago. La stella è stata vista sorgere, ma non è descritta. Più avanti, però:Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché
Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Matteo usa una descrizione popolare, secondo la quale la stella sembra muoversi (li precedeva, giunse, si fermò), ma non ne parla come di una cometa. Questa tradizione, infatti, inizia ai tempi di Giotto, che, dopo aver visto direttamente, nel 1301 la cometa di Halley, la utilizzo, fra 1305 e 1310, nell’affrescò nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Ma la Halley sarebbe arrivata troppo presto (12 a.C.).
Esistono altri possibili fenomeni storicamente accertati che potrebbero spiegare la descrizione della cometa? A quanto pare (stesso articolo di Cardini sopra citato, ma anche la Wikipedia) parecchi (attenzione alle date, ci torniamo dopo):
Le diverse ipotesi (nova, cometa, congiunzione planetaria) sono riprese più approfonditamente in questo testo di Giovanni Pellegri.
Trovo interessante, in questo articolo, la nota finale relativa all'ipotesi della congiunzione astrale di Giove e Saturno:
Se forziamo questa ipotesi fino in fondo si può immaginare che i Magi prepararono la partenza alla data della prima congiunzione (29 maggio del 7 a.C.), giunsero a Gerusalemme dopo un viaggio di circa 900 km durante la seconda congiunzione (29 settembre), e adorarono Gesù appena nato a Betlemme nell'autunno dell'anno 7 a.C. Si può escludere che la nascita di Cristo sia avvenuta in dicembre (data della terza
congiunzione) visto la presenza di pastori e greggi all'aperto.
Sull'ultima frase ritorneremo a breve.
Questa ipotesi, infatti, spiegherebbe la frase "al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia", che, almeno a me, fa pensare che la stella sparisse e ricomparisse (altrimenti perchè avrebbero dovuto provare gioia, se la stavano vedendo e "seguendo" da tempo?). La data del 7 a.c., ed i periodi dell'anno in cui sarebbe stata visibile, poi, ben si sposano con le altre ipotesi di date che vedremo nel seguito.[i sommi sacerdoti e gli scribi] gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché
Betlemme, potrebbe sembrare un punto assodato, ma ci torniamo.
così è scritto per mezzo del profeta: ..."Entrati nella casa,
Nota: casa, non stalla, non grotta. Teniamolo presente, anche di questo parleremo dopo.videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono
Quindi: oro, incenso e mirra (che è una resina odorifera) derivano direttamente dal Vangelo.
i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Si tratta di doni ricchi, se è vero che Plutarco narra, nella Vita di Alessandro che Alessandro Magno, dopo la conquista di Gaza, prelevò dal bottino di guerra 500 talenti di incenso e 11 di mirra come dono per il suo precettore Leonida.
Come già accennato, probabilmente la tradizione dei 3 Magi nasce dal fatto che i doni erano 3, ma sarebbe un po' ingenuo considerare valido questo numero, sulla base di queste sole considerazioni.
Per finire, notiamo che Giuseppe (il Giusto, per Matteo) non compare esplicitamente in questo punto (ma non è significativo per poter dire che ci fosse o meno), nonostante sia parte dell'intero racconto della Natività, uno dei destinatari della rivelazione che gli perviene attraverso un angelo, in sogno. Luca e Matteo, (ma questa ce la risparmiamo, in questa sede, perchè è molto lunga e complessa, oltrechè fuori tema), secondo l'interpretazione cattolica, sono concordi nei due testi nell'identificare la verginità di Maria.
Passiamo a Luca che, decisamente più ricco di particolari, ci permetterà di portare avanti i discorsi rimasti in sospeso:In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il
Con queste frasi di Luca, introduciamo il problema della possibile identificazione temporale, non solo relativa all'anno, ma, già che ci siamo, anche al periodo dell'anno.
censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.
Partiamo proprio da quest'ultimo, premettendo che dovrebbe essere ben chiaro a tutti (lo è, certamente, agli esperti) che, ad oggi, non esiste alcun documento che ci permetta di conoscere con esattezza la data di nascita di Cristo e, di conseguenza, il 25 dicembre deve essere considerato solamente una convenzione.
E' però curioso notare che studi recenti (citati, per es., dal professor Tommaso Federici nel 2000), renderebbero plausibile la data del 25 dicembre come storica e tramandata e non, quindi, come sostituzione (decisa nel IV secolo) della festa pagana del Sol Invictus, come ancora attualmente ritenuto valido dalla grande maggioranza degli esperti. Se volete i dettagli seguite il link, ma giusto per fare un riassuntino:
Attenzione: si parla di plausibilità, che viene un po' meno se si considera che c'erano i pastori con il gregge: con il freddo dei luoghi intorno a dicembre, poteva essere difficile che fossero da quelle parti e pare che anche il Talmud riporti tradizioni di transumanza dalle zone della nascita di Cristo verso aree più elevate, dai primi di novembre fino a fine marzo.
Peraltro, tutte le date fornite sono relative a partire dal turno di Abia, ma ci sono due turni per ogni classe sacerdotale: l'altro turno per Abia era dal giorno 8 al giorno 14 di 5 mesi prima.
Ora, io non conosco i calendari del tempo, quindi non sono in grado di dire se 5 mesi prima corrispondano agli attuali 5 mesi prima (ovvero, non fine dicembre, ma, presumibilmente, fine agosto decisamente più plausibile per le pecore), ma è importante notare che esiste questa alternativa.
Il difetto di questa alternativa è che non coincide con nessuna tradizione storica, mentre la data del 25 dicembre fa filotto con una serie di date utilizzate dalle varie chiese cristiane fin dai primi secoli e, tutto sommato, il solo freddo del gregge è un elemento di dubbio non così logicamente stringente: avrebbero potuto esserci greggi e pastori, eventualmente al coperto: non è in contraddizione con altre esperienze di allevamenti in altre zone del globo.
Veniamo alla questione dell'anno.
Partiamo col ricordare che il calcolo su cui si basa il nostro conteggio delle date, dovuto al monaco Dionigi il Piccolo, risale al 525 d.C., ma solo dal VIII secolo è stata adottata in Europa. Per curiosità, già che siamo qui, ricordiamo che l'anno zero non esiste, ma si parte da 1, per il semplice motivo che... il numero zero viene introdotto nel XIII secolo, prima non era noto!!!
Questo calcolo di Dionigi è stato ritenuto errato fin dal 1500.
Anche riguardo alle frasi di Luca, esistono dei problemi. Infatti, sia Matteo che Luca sono d'accordo nel dire che Gesù è nato sotto Erode il Grande, ma:
Le presunte inconsistenze si spiegherebbero con le seguenti considerazioni:
Notiamo che l'anno 7 a.C., quello in cui sarebbero avvenute le congiunzioni planetarie secondo Keplero, sarebbe assolutamente compatibile con quanto appena individuato.
Poi feci un secondo censimento con potere consolare, senza collega, sotto il consolato di Gaio Censorio e Gaio Asinio, e in questo censimento furono registrati quattromilioni e duecentotrentamila cittadini romani.
Secondo la Scuola esegetica di Madrid, peraltro, non ci sarebbe neppure bisogno di ipotizzare una sostituzione temporanea di Saturnino da parte di Quirino (punto debole della precedente serie di considerazioni, in quanto, pur possibile, non sarebbe sostenibile con effettiva documentazione storica - mancante, non discorde) consisterebbe in una errata traduzione al greco dalle fonti originali in aramaico e la frase di Luca andrebbe riletta come:
Questo censimento fu antecedente rispetto a quello tenutosi quando Quirino era governatore di Siria.
Non possiamo, infine, ovviamente, scartare l'ipotesi di un errore di Luca: 'governatore' al posto che 'legato' o 'Quirino' al posto di 'Saturnino' o simili. Non sarebbe impossibile (e non sarebbe contrario a quanto espresso nella Dei Verbum, per la cui interpretazione vi rimando, per esempio, a questo testo rivolto alla formazione dei catechisti).
Semplicemente, prima di accettare l'ipotesi dell'errore conviene prima verificare se non possa essere corretto quanto scrive (cosa possibile, per quanto sopra riportato, quindi non ci sarebbe bisogno di ipotizzare errori).
Ricapitolando: porre la data di nascita di Cristo tra l'8 ed il 6 a.C., (con il 7 a.C. più probabile per diversi motivi), non lascerebbe incongruenze storiche; il periodo dell'anno si gioca tra agosto-settembre o, sorprendentemente e secondo ricerche molto recenti, intorno al 25 dicembre.Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide,
Notiamo che Giuseppe viene indicato citando Davide, per evidenziare la discendenza regale di Cristo, motivo per cui compare nelle genealogie di Luca e Matteo.dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,
Quindi, Giuseppe vive a Nazaret (Galilea), ma si deve spostare a Betlemme (Giudea). Dal Vangelo di Matteo si legge anche che, dopo la fuga in Egitto, Giuseppe decide di fermarsi a Nazaret. Quindi, da Nazaret parte, va a Betlemme, fugge in Egitto, a Nazaret ritorna.
chiamata Betlemme,
Ci soffermiamo su questo punto solo per far notare come la spiegazione del come Cristo sia nato a Betlemme (rispettando le scritture) e poi sia stato chiamato Galileo e Nazareno (a parte ulteriori significati possibili di Nazareno, che non staremo qui ad approfondire), siano chiaramente spiegati nei Vangeli: di fronte a questa chiarezza ed evidenza si resta sempre stupiti quando taluni presunti "esperti" avanzano dubbi interpretativi a questo proposito, dicendo che esistono incongruenze.
Il tutto, a volte, pure partendo dal Vangelo di Giovanni (7,41-42), nel quale vengono riportati i dubbi della folla sull'origine di Gesù:Altri invece dicevano: "Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la
Ma Giovanni non si esprime in modo contrario (sarebbe stato perlomeno strano, dal momento che credeva fortemente che Cristo fosse Dio - non avrebbe messo in dubbio nè la sua origine, nè le scritture) e parla chiaramente della "gente", non esprime (non qui, almeno: altrove - che so, nel prologo - è molto esplicito) ciò in cui lui crede.
Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio
di Davide?". E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
Torniamo a Luca:per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre
Qui è necessaria una piccolissima divagazione, perchè questa parola "primogenito" è continuo oggetto di fraintendimenti (un po' come quando si discute dei fratelli di Gesù): "primogenito" è un termine legale (al primo nato spettavano particolari diritti [Dt 21,15-17] e i genitori dovevano presentarlo al tempio e pagare un "riscatto", secondo [Num. 18,15] come spiegato approfonditamente da questa fonte ebraica), non indica il primo di n figli. Ci sono moltissimi esempi nella Bibbia, ma mi sembra significativo un esempio extra-Bibbia: nel 1922 è stata scoperata una iscrizione greca in un cimitero giudaico in Egitto, del V sec. a.C. che dice:
si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla
luce il suo figlio primogenito,
"La sorte mi condusse al termine della vita nel dolore del parto del mio primogenito figlio".
Per semplice logica questo "primogenito" era senza dubbio anche "unigenito" e, quindi, questa frase mostra una volta per tutte come tale termine venisse utilizzato anche nel caso di figli unici.lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per
Gesù viene quindi deposto in una mangiatoia, di cui non vengono forniti particolari descrittivi, avvolto in fasce. Non c'era posto nell'albergo, non è che non potessero permetterselo.
loro nell'albergo.
Giuseppe, anzi, era un carpentiere e poteva essere anche benestante, secondo alcuni.
Non si parla, almeno non esplicitamente, nè di grotta, nè di stalla, anche se la stalla potrebbe essere indotta dalla presenza di una mangiatoia.
Le prime indicazioni della grotta si hanno in da Giustino (155-160 d.C.) in uno scritto indirizzato all'ebreo Trifone, accompagnate da dettagli che indicavano la grotta del parto.
La tradizione cristiana riprende da Origene (Contra Celsum - 248 d.C.) il fatto che si tratti di una grotta:
A proposito della nascita di Gesù... se qualcuno dopo il vaticinio di Michea, e la storia scritta nel Vangelo dai discepoli di Gesù, desidera altre prove sappia che si mostra a Betlemme la caverna nella quale è nato, e nella caverna la mangiatoia dove fu avvolto in fasce. E quello che si mostra è così conosciuto in questi luoghi, che anche gli estranei sanno come Gesù è nato in una grotta.
La stessa grotta è stata descritta da San Girolamo intorno al 400 d.C.
Quella grotta esiste ancora e la si può visitare. Era vicina al caravanserraglio (con il quale molti identificano l'albergo di Luca) e presenta pure una mangiatoia nel muro. Purtroppo, probabilmente non è la mangiatoia originale, pur essendo nello stesso punto di quella originale.
Grotte simili erano, quindi, usate anche come stalle, oltre che come ricovero per i viandanti.
Alcuni evidenziano una presunta contraddizione tra la casa citata in Matteo e questa tradizione della grotta.
La contraddizione viene aumentata aggiungendo, arbitrariamente (nella mia piccolissima esperienza, dentro e fuori dal Web, di argomenti legati all'interpretazione del Vangelo, non ho mai visto citare altre fonti oltre al Vangelo di Matteo, che, però, non ne parla) che la casa era di proprietà di Giuseppe.
Personalmente fatico a vedere una contraddizione seria tra 'casa' e 'ricovero momentaneo' (sarà che, con 15 traslochi nei primi 30 anni di vita, chiamare 'casa' una foresteria non mi è mai sembrato strano), soprattutto nel contesto considerato e dopo che si elimina l'invenzione della proprietà della casa di Giuseppe. Strano, inoltre, che abbia visto questa obiezione citata solo da commentatori minori (anche autodidatti...) e mai in esegeti, pur protestanti o non credenti, di un certo livello...
Di grotta e stalla, entrambe e distinte, per non farsi mancare nulla, nel solito tentativo di superare le difficoltà dei testi canonici, parla, invece, l'apocrifo di pseudo-Matteo:
l'angelo ordinò di fermare il giumento, [...] e di entrare in una grotta sotto una caverna. Qui generò un maschio, circondata dagli angeli mentre nasceva [...] Tre giorni dopo la nascita del Signore nostro Gesù Cristo, la beatissima Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla, depose il bambino in una mangiatoia, ove il bue e l'asino l'adorarono.
Come ha fatto notare monsignor Ravasi su Avvenire, pochi giorni fa, è con lo pseudo-Matteo sopra citato che vengono introdotti bue ed asino, ma già nel IV secolo l’arte li aveva presentati nel sarcofago romano del "Museo Pio" e in quello di "Stilicone" della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano e già Origene nel III secolo rimandava al passo di Isaia 1,3 (Il bue conosce il proprietario e l'asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende) con lo scopo, evidenziato anche dalla Wikipedia, di ricordare"il popolo ebreo e chi non ha riconosciuto la venuta del Messia, a differenza dei pastori e dei Magi."C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la
Ok anche per i pastori ed il gregge, ne abbiamo parlato prima. Restano aperte le possibilità che si fosse in agosto-settembre (più probabile) o che si fosse in dicembre e ci fossero comunque le pecore (difficile, ma non impossibile).
guardia al loro gregge.
Resta la questione degli angeli. Non pretendo di verificarne storicamente la presenza, la cito solo per completare il ricordo, con scopo più di supporto alla costruzione di un presepe che altro.
Quindi, si tratta di più angeli, anzi, di un esercito.
Se volete fare un presepe bello completo, per l'anno prossimo, vi conviene iniziare a pensarlo oggi: tra l'esercito di angeli ed il seguito dei Magi, rischiate di impiegarci un po' di tempo...
ByeDepa
martedì 1 gennaio 2008
A Betlemme di Giudea
Etichette: Natale, presepe, religione, storia
Technorati: Natale , presepe , religione , storia
lunedì 3 settembre 2007
Bentornati
Se son d'umore nero allora scrivo
Siete tornati, dunque, voi e i vostri hits.
Vi ho visti in forma di istogrammi.
Mentre eravate in ferie io ho lavorato (solo il blog si è fermato completamente).
Non è neppure una consolazione sapere che sono in vantaggio su di voi, che vi state alterando solo ora per la rarità dei tram non soppressi, che hanno cambiato percorso e non si capisce più come fare ad arrivare alla meta (in tempo sarebbe troppo anche in situazioni normali).
Non ditelo a me che ho colto la situazione nella sua completa chiarezza sotto ad una grandinata il 16 agosto sera, in area totalmente scoperta (neppure un cornicione nel raggio di 500 metri) di fronte al Cimitero Maggiore. Con autobus sostitutivo in ritardo. E vento che girava l'ombrello. Un assaggio del terzo e quarto girone dell'inferno messi assieme per dieci minuti. Senza neppure essere stato troppo lussurioso o goloso.
Eppure, nonostante i diversi cataclismi, il mio problema principale in questo periodo è stato quello di cercare di riposarmi in qualche modo, di trovare una qualche distrazione (ed il tempo per goderne), senza intaccare la necessità di lavorare.
Alla fine l'unica evasione, in queste settimane, me l'hanno fornita i libri (va beh, un po' di montagna nel week-end, moglie e figli, qualche cena fuori, ... ma che c'entra? non distraetemi e lasciate che mi pianga addosso inutilmente e per i motivi più futili almeno per una riga).
Libri anche attraverso aNobii (quanto tempo mi porta via? servirà a qualcosa? per ora ho inserito solo ISBN di due scaffali - ne ho diversi, non finirò mai... - e qualche tag: appena inizierò a commentarli, vedrete comparire una colonnina a questo blog).
Il problema (?) è che non trovo più libri che mi distraggano o mi interessino (soprattutto delle dimensioni da poter portare dietro in treno e tram) che non siano seri e pesanti.
Per questo ora sto leggendo Eco (neppure i romanzi, i saggi!) e argomenti di religione.
Se, date queste premesse (ed avendo letto le parole di colore oscuro al sommo della porta) trovate ancora il coraggio di andare oltre l'abstract...
Per farvi entrare subito nel clima mentale da me vissuto in questo periodo, parto con alcuni estratti da 'Il superuomo di massa' di Eco:
frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie
o mantenermi vivo
(Guccini - Avvelenata)Sappiamo benissimo che c'è un modo di vedere le strutture narrative come elementi neutri di una combinatoria assolutamente formalizzata, che non riesce a dare ragione dell'insieme di significazioni che la storia e la società attribuiranno poi all'opera.
Incertezze interpretative, quindi, dovute alla difficoltà di dividere le strutture narrative dalla società e dai punti di partenza e dai pregiudizi di chi dovrà, in un dato momento, eseguire l'interpretazione.
[...]
Sappiamo d'altra parte che ogni sforzo di definire una forma significante senza investirla già di un senso è vano e illusorio, così come ogni formalismo assoluto non è altro che un contenutismo mascherato.
[...]
Tanto più che infine si prospetta un'altra serie, la serie delle interpretazioni, talora discordanti che, sulla base di motivazioni diverse e a diversi livelli di classe e di cultura, una udienza dà del messaggio che le perviene.
Per quanto riguarda gli argomenti di religione, mi interessa molto approfondire questioni legate alla storicità di Cristo. Ovviamente Messori e Ratzinger (sono cattolico, ricordate?), ma anche le posizioni opposte (non si può essere obiettivi su questi argomenti, ma mi interessano comunque i diversi punti di vista), come Odifreddi (l'ultimo suo testo è un best seller del momento, facile che lo abbiate letto anche voi) o UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, in cui troverete ancora Odifreddi e altri personaggi famosi e schierati contro la religione come la Hack), mediando un po' con Wikipedia ed altre fonti più o meno di parte prese da Internet (alcune pure buone).
Come già in altri miei post mi trovo a sottolineare la presenza di problemi dovuti a troppe e non certificate informazioni, che non possono fare altro che creare incertezze (o, come minimo, quel relativismo che preoccupa tanto Ratzinger).
Se il dubbio può essere anche sano, positivo e molla per successivi approfondimenti o fonte di profonde riflessioni e dolorosi combattimenti interiori, la difficoltà di distinguere le frasi buttate a caso da quelle ragionate, l'indeterminatezza fine a sè stessa o dovuta a tentativi di alzare polveroni o alla ripetizione acritica e non validata di altre fonti, alla stupidità, all'incomprensione, alla scarsa profondità o al fatto di dover comunque dire qualcosa è solo negativa e irritante.
A volte si sparpagliano le carte per nascondere la strada corretta, talvota, semplicemente, perchè non sappiamo fare altro che crearci casino da soli:... non c`è nulla fuori dell`uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall`uomo a contaminarlo... " (Vangelo di Marco, 7,1-23)
Per rimanere più terra terra, non sembra un caso che Terry Pratchet e Gaiman Neil, in Buona apocalisse a tutti (va beh, ho letto anche qualcosa di non seriosissimo, in seguito ad un ottimo consiglio che faccio che girarvi, sottolineando, però, che non si tratta di un libro normale, pur essendo tutt'altro che serio e pesante) fanno pensare al demone Crowley, riguardo agli umani:non c'è nulla che possiamo fargli che non si facciano da soli e loro fanno cose che non noi non avremmo nemmeno mai pensato, spesso utilizzando elettrodi
In questo campo possiamo trovare molti altri esempi di incertezza (da che parte sta il tentativo di misdirection?), come per esempio, quando si parla di Inquisizione e Galileo: si tratta di esagerazioni e leggenda nera o realtà storica? Abbiamo dei mezzi per capirlo, magari nel tempo? Possiamo risalire alla verità storica o siamo incatenati in quello che mi ostino a ritenere un gran brutto luogo comune, secondo il quale la storia la scrivono i vincitori?
L'incertezza delle fonti, l'immersione in una società che ci bombarda di fattoidi sono stati anche oggetto di una serie di interventi in un post nel blog di Isadora cui non ho potuto fare a meno di intervenire, che partiva dall'attualità di Fahrenheit 451 (ai tempi non lo avevo letto, nel frattempo ho corretto questa mancanza, bel suggerimento, grazie - ok, ok, so che state pensando che ho cercato di farmi passare per un lettore incontentabile e seriamente colto, per poi mostrare che mi basta un testo di fantascienza di diversi anni fa e un titolo di fantasy-umoristico-demenzial-filosofico, ma rendetevi conto che siete voi che pensate in modo molto malizioso e che non è colpa mia se oggi vi è andato tutto male).
E' evidente che il problema della qualità dell'informazione, sotto diversi aspetti, è molto sentito.
E' un po' come se fossimo arrivati al superamento del giornalismo:
- prima: mancava l'informazione, il giornalista la trovava e, almeno idealmente, la doveva validare prima di fornirla.
- ora: chiunque vi darà informazione (e relativa opinione, ci mancherebbe, lo sto facendo pure io), ma il problema è individuare le informazioni buone
Le cause e gli ambiti in cui si possono trovare cattive informazioni sono troppe, quindi non è facile correggere a monte il problema.
E' questa, a mio modo di vedere, la vera sfida dell'informatica del post-inizio-internet:
- estrarre le informazioni dal mucchio, con primo filtro sulla spazzatura e sulle 'distrazioni', evitando le ridondanze
- validarle con fonti controllabili
Il tutto il più dinamicamente possibile, perchè ogni operazione che facciamo su queste informazioni le cambia ancora e dobbiamo riuscire a sfruttarne la continua evoluzione, smettendo di raccogliere solo montagne di dati, ma iniziando ad usarli per davvero.
Chiuderei ancora con il già citato testo di Eco, che cita Dino Segre, che a sua volta cita molti altri autori, per aforismi, in Dizionario antiballistico (anche a voi l'iterazione di ipse dixit, al posto che rassicurare fa pizzicare il vostro senso di ragno?), mostrando come Pitigrilli avesse acutamente notato che l'aforisma (di cui lui faceva grande uso) possa essere rovesciato senza perdere forza (mostrando chiaramente quanta vuota conoscenza sia contenuta in tali espressioni e nella cultura che su di esse si basa - ce li avete anche voi, a casa, gli aforismi di Oscar Wilde?):Talora Pitigrilli si è divertito ad allineare aforismi di autori diversi, l'uno che negava l'altro, entrambi autorevolissimi, sotto la voce "facciamoci un'opinione":
Non ci si inganna che per ottimismo (Hervieu) Si è più spesso fregati dalla diffidenza che dalla fiducia (Rivarol) I popoli sarebbero felici se i re filosofassero e se i filosofi regnassero (Plutarco) Il giorno che vorrò castigare una provincia la farò governare da un filosofo (Federico II)
Ed è così che, un po' marzullescamente rischiamo di accorgerci che gli aforismi stanno diventando la fonte della nostra conoscenza quando, addirittura, non ci viene richiesto di condensare la nostra conoscenza in aforismi.
ByeDepa
P.S.: non chiedetemi nulla riguardo all'ultima frase, risolvetevela per conto vostro.
Etichette: libri, religione, vita
Technorati: libri , religione , vita
domenica 8 aprile 2007
Kerygma

Prima di tutto vi ho trasmesso l'insegnamento che anch'io ho ricevuto, Cristo è
morto per i nostri peccati, come è scritto nella Bibbia, ed è stato sepolto. E'
resuscitato il terzo giorno, come è scritto nella Bibbia.
[San Paolo, prima lettera ai Corinzi - 15,3-4]
La prima lettera ai Corinzi è stata scritta tra il 54 ed il 57 d.C., ma i versetti (in tutto il post uso la traduzione interconfessionale, ovvero accolta da tutte le diverse confessioni cristiane, tratta da La Bibbia in lingua corrente) fanno riferimento ad una precedente predicazione di Paolo, probabilmente avvenuta intorno al 51 d.C.
L'estratto riportato è una delle forme di Kerygma, parola con la quale gli studiosi indicano quel messaggio sintetico ed essenziale che i primi apostoli usarono per diffondere la buona notizia che avevano ricevuto da Cristo. Un messaggio semplice, se rapportato al dogma, ma fondamentale per chiarezza e contenuto.
Non sono io la persona più adatta ad approfondire il senso di queste parole: semplicemente io credo in questa testimonianza e voglio qui ricordarla.
Data la mia ignoranza in materia, mi baserò parecchio su alcuni testi.
Tra questi, ovviamente, quelli di Messori (consiglio veramente a tutti, anche ai non credenti, Ipotesi su Gesù, Patì sotto Ponzio Pilato? e Dicono che è risorto), ma anche altri approfondimenti reperibili in rete, tra cui vi segnalo, in particolare, una serie di pdf, che citano estratti di documenti molto interessanti.
Si tratta, in entrambi i casi, di approfondimenti seri e logici, senza prese di posizione enfatiche, retoriche o acritiche come se ne trovano talvolta in altri testi cattolici - pur importanti per chi crede, ingenerano spesso l'impressione di estremismo, ingenuità e forzatura in chi ha dei dubbi o negli scettici.
Un simile annuncio, individuato dagli studiosi perchè lingua e stile utilizzate non corrispondono al contesto, è ripetuto anche in altri punti del nuovo testamento, (es.: prima lettera ai Tessalonicesi, lo scritto più antico del cristianesimo, - non successivo al 52 d.C., che tramanda formule risalenti anche a 5-10 anni dopo la morte di Gesù; discorsi kerigmatici degli Atti degli apostoli: 2,14-36; 3,12-26; 4,8-12; 5,29-32; 10,34-43; 13,16-41; 17,18-31). E' segno di una testimonianza collettiva, con espressioni probabilmente concordate per una azione più corale ed efficace.
E' la testimonianza immediata (le date sopra fornite sono condivise oramai dalla quasi totalità degli studiosi, anche quelli non credenti - anzi, in alcuni casi nascono proprio dai loro studi) della resurrezione di Cristo, è, fin da subito, la base fondante del cristianesimo.
Testimonianza rilasciata all'interno della società ebraica, in una cultura ed un periodo storico che mettono in grossa difficoltà chi ritiene che la figura di Cristo sia stata totalmente inventata (scuola mitica) o, comunque, divinizzata posteriormente, a partire da una vicenda storica (scuola critica).
In breve, la difficoltà nasce dal fatto che non ci sarebbero i tempi minimi perchè si possano, storicamente e logicamente, creare i presupposti previsti dalle due scuole - non per nulla sia la scuola critica che quella mitica cercano di posizionare il più possibile lontano dalla data della crocefissione ogni testo cristiano.
Ribadisco ancora, apposta, - non sto facendo ripetizioni per errore, è voluto - il fatto che di testimonianza si parla.
Su questo, infatti, Paolo di Tarso insiste ancora nei versetti seguenti:ed è apparso a Pietro. Poi è apparso ai dodici apostoli, quindi a più di cinquecento discepoli riuniti insieme. La maggior parte di essi è ancora in vita, mentre alcuni sono già morti. In seguito è apparso a Giacomo, e poi a tutti gli apostoli. Dopo essere apparso a tutti, alla fine è apparso anche a me
Paolo sta cercando di evidenziare questo aspetto di testimonianza, enumerando i possibili testi a favore. Non uno o due, ma centinaia.
[San Paolo, prima lettera ai Corinzi - 15, 5-8]
La maggior parte di essi vive ancora, potete chiederglielo direttamente.
Cristo (l'unto scelto da Dio per una missione per il popolo, il messia atteso dagli Ebrei) è morto ed è risorto.
Ed è apparso a Kefa, poi ai Dodici, poi ad altri 500, poi a Giacomo, agli altri apostoli (oltre ai dodici, quanti erano?), poi a Paolo (e certamente omette o non conosce altre possibili testimonianze, come, per es., quella di Cleopa e dell'altro discepolo di Emmaus - Luca: 24, 13-35).
Si noti che apparve è usato in senso di comparsa oggettiva, non nel senso di visione, in questo testo.
Noi accettiamo le testimonianze come prove giuridiche.
In questo caso le apparizioni si sarebbero ripetute in tempi diversi, su persone diverse (poi... poi... poi...) e avrebbero interessato lo stesso Paolo, che, pure, prima aveva partecipato alla persecuzione dei cristiani e, in particolare, al martirio di S.Stefano (Atti degli apostoli - 7, 54-60; 8,1-3; 9,1-2), tanto che i cristiani non si fidarono subito di lui (Atti - 9,13-14; 9,21; 9,26-27).
Un testimone scomodo.
Il kerygma è la base della testimonianza della resurrezione (Amore più forte della morte, più forte del male, come ha ricordato il papa nella veglia pasquale) dell'Uomo che aveva il potere di accettare di prendere su di sè i nostri peccati, pagarli per noi con la propria sofferenza e con la propria vita, per poi riprendersela, essendo anche Dio.
ByeDepa
Etichette: religione
Technorati: religione
domenica 25 marzo 2007
Keep In Touch

Poco fa ho aggiunto i link al mio blog.
Cosa aspettavo a farlo?
Forse attendevo di capire gli altri blogger e non solo di pensare a scrivere qualche post.
Sì, perchè i meccanismi di questa strana vetrina mi erano del tutto ignoti, fino a circa 2 mesi fa.
Ovviamente sapevo cosa fosse un blog da un punto di vista tecnico e di obiettivi macro.
Avevo pensato di usarlo come marketing personale, come un modo per pubblicare le mie idee, anche senza avere un editore alle spalle.
L'ho sempre pensato come una comunicazione prevalentemente one-way, con qualche feedback, ma essenzialmente cattedratica.
Pensavo che fosse necessario verificare i meccanismi di promozione che ci girano intorno (blog ring, motori di ricerca, Technorati, analisi degli argomenti di nicchia, etc. etc.).
Una sorta di estensione, per altri canali, del freddo (e potente, per scopi professionali e non, per mantenere il contatto) LinkedIn.
Non avevo capito nulla.
Vah beh, poco.
Ok, mi erano sfuggiti solo alcuni aspetti, ma importanti.
Quello che avevo totalmente sottovalutato era la capacità di creare dei dialoghi off-line, di imparare dagli altri e di imparare qualcosa in più su di me.
Non avrei pensato, per esempio, agli effetti collaterali in cui sarei incorso andando a vedere chi caspita fosse quella Isadora che mi stava referenziando.
Per scoprire che ci sono tanti modi di dire veramente qualcosa, di raccontare. Ero abituato a vedere blog stereotipati, con post di una decina di righe, inutili sia per chi li scriveva che per chi ci atterrava. Reblogger, per lo più.
Ma alla casa di Isa ho visto che ci si può infuriare con dolcezza e che possono essere interessanti anche i casi ed i problemi della vita di tutti i giorni degli altri.
Si può essere eleganti, seri, commoventi parlando di una smart card da abilitare.
Si possono trovare dei legami a distanza, pur trattando argomenti diversi.
Ci si può contattare via e-mail e scoprire altri punti di contatto.
Ci si può soffermare a pensare che la casa virtuale, che ti unisce al tuo paese d'origine, possa essere accogliente come dovrebbero essere le mura domestiche e che la nostalgia possa essere raffreddata, immergendola in caldi approfondimenti della propria ed altrui esperienza.
Si possono scoprire link che portano su blog scritti così bene da essere imbarazzati nel trovarsi citati lì in mezzo.
Ti puoi trovare incastrato nel parlare di argomenti troppo grossi per te, perchè, comunque, è un rilassante salotto (anche se in mezzo alla neve) in cui esprimersi.
Potresti conoscere Sgrignapola e salutare il suo maggiordomo Alfred, (ma solo quando ha problemi di personalità - virtuali - multiple), dimenticandoti di chiedergli di estendere i saluti anche al suo collega Jeeves.
Si trascura il fatto che ti possano scrivere persone che non senti da tempo e si possano intraprendere discorsi a distanza, quando credevi che gli auguri ed i saluti e come stanno i bimbi, guarda come sono cresciuti, incontrandosi per caso, fossero il tipo di contatto standard.
Così è capitato che il blog di riuriuchiu, (apparentemente sito di stile letterario della mamma di Elmo, certamente interessante per tutti gli spunti di lettura e altrettanto imbarazzante, come i link su citati, in termini di ricerca della comunicatività ed espressività, con approfondimenti formali, tecnici e multimediali, con le passioni appena lasciate apparire in superficie e subito trattenute e nascoste da una poesia o una domanda ai lettori), abbia portato ad un rinnovato incontro e approfondimenti diversi da quelli dei tempi in cui ci si trovava con gli amici, ai tempi dell'università.
E, di nuovo, scoprire che attraverso il blog si cerca anche supporto psicologico, compagnia, amicizia.
Per capire che si possono imparare utilizzi dell'informatica anche dalla prof. di lettere.
E poi, lrkwz... quante cose ha insegnato a me e ad altri che abbiamo avuto la fortuna di lavorarci assieme.
E, attraverso il blog, mostra ancora una volta che è possibile estendere sia in ampiezza che profondità le proprie conoscenze informatiche, che è necessario essere leggeri nel raccontare problematiche tecniche e, sorpresa (? mica tanto, conoscendolo), che si possono tenere i contatti umani anche tra una riga e l'altra di codice. E non sto parlando dei link che puntano qui, ma del fatto che, tra un post e l'altro, si possa - ma è solo un esempio - anche rendere onore ad un collega. C'è chi insegna senza farlo pesare, perchè è nella sua natura. Io non ci sono mai riuscito e mi fa pensare parecchio.
Agylen, l'ho già citato più volte. Perchè bisogna mostrare il carattere e l'intelligenza, avere il coraggio delle proprie idee in modo anche esagerato. Talvolta un po' sopra le righe, per me spesso irritante sui post scettici, (sono cattolico - lo vedrete presto in qualche post - e qualche primo approfondimento storico, scientifico e teologico mi porta ad esserlo ancora di più, non sopportando le prese di posizione banalizzanti ed aprioristiche), talvolta molto complesso da leggere. Ma oltre l'intelligenza è interessante anche la fonte di energia, mascherata sotto i bit e qualche snapshot. Una dei motivi per cui ho iniziato a scrivere un blog. Un riferimento informatico importante. Una personalità complessa. Forse il più vicino alla mia prima idea di blog, ma comunque parecchio oltre la semplice esposizione.
In raeazione allo scetticismo appena citato, segnalo anche Kattoliko Pensiero (che, per ora, leggo e basta, neanche troppo spesso). Nonostante siano anche necessarie posizioni così forti, preferirei qualcosa di meno 'politicamente scorretto', più tecnico, più storico, più vicino alla comprensione dei molti (alla mia, in particolare).
Più Messori, se potessi chiedergli un blog e non solo il sito.
Siamo in un momento in cui è più facile nascondersi nel pensiero dell'opinione pubblica, opportunistica e personale, circondati da presunte modernizzazioni, che ripetono, spesso banalizzandoli, problemi già approfonditamente discussi nei secoli (quindi, tutt'altro che moderni). Le stesse pretese spesso rinascono in noi stessi ed è sempre utile avere (anche su Internet e nonostante i grandi problmemi per individuare fonti affidabili, all'interno del marasma delle informazioni di ogni tipo) chi ti ricorda che restiamo sempre nani, ma troppo pigri e distratti da mille sciocchezze per aver voglia di salire sulle spalle dei giganti, come sapevano di dover fare i nostri antenati.
Gli altri link che ho aggiunto non rientrano in qualcosa che mi ha preso di sorpresa nei blog, se non la possibilità di poter dare informazioni esaurienti, qualitativamente elevate, interessanti. Non scritte per caso o (solo) per interesse e vetrina.
Mi raccontano dei miei amici motociclisti che quando si incontrano con altri di questa loro strana specie, si scambiano un gesto di saluto cavalleresco e di rispetto (è sempre stato inutile fargli notare che anche tra automobilisti ci si saluta spesso, sono troppo di parte, negano anche l'evidenza per principio, arrivando persino a sostenere che il medio alzato non è un saluto). Ecco, le prime esperienze che ho avuto scrivendo su Internet mi hanno fatto pensare a diverse forme di simili gesti di cavalleria (come per i motociclisti, intendo, non gli automobilisti).
E non solo da parte dei blogger. La maggior parte delle foto che accompagnano i miei post, arrivano da Stock.XCHNG. Lì sopra un sacco di gente in gamba condivide gratuitamente (per lo più) i propri scatti. Alcuni richiedono di essere avvisati.
E così ho conosciuto juliaf (Concorde, USA, che lavora in un centro per i diritti dei disabili) e jazza (Amsterdam, graphic designer). Mi hanno ringraziato. Cioè, loro hanno fatto la foto, io l'ho usata, l'ho notificato e loro hanno ringraziato me (mi sono sentito piccolo così). E abbiamo anche scambiato due parole (con juliaf sull'Italia e gli USA, con jazza su Calvino - ha pure letto un libro che mi manca...).
E' l'isola che non c'è? Dobbiamo usare la maschera dei nickname, per comportarci in modo umano?
Fatevi sentire, ora che mi sono accorto che sono io e non il mio blog, che ho bisogno dei vostri feedback.
ByeDepa
P.S.: bleah, quanto miele... quanti visitatori non occasionali mi sarò giocato con questo fare patetico?
P.P.S.: se pensate che sia un post patetico e melenso, non avete capito nulla.
Etichette: amici, blog, contatto, lezioni di vita, link, religione, scetticismo, vita
Technorati: amici , blog , contatto , lezioni di vita , link , religione , scetticismo , vita


