mercoledì 11 aprile 2007

Soldi facili



E' un periodo che continuo ad inciampare in articoli che spiegano come far rendere economicamente un blog. C'è un tale Pavlina che sostiene di essere riuscito a monetizzare circa $4 al giorno dopo 6 mesi, $3000 al mese dopo 15 mesi e, in un crescendo wagneriano, fino a $1000 al giorno dopo 19 mesi.

Chi, come voi, mi segue assiduamente, sarà leggermente frastornato dopo le posizioni prese in Keep in Touch.
Il Depa, vi starete dicendo, dopo aver colto i veri valori della vita, sta decadendo verso argomenti vili e materiali.
Ancora domenica, insistete, parlava di religione e oggi cosa mi fa?
Non si possono seguire due padroni, no? Alla faccia della coerenza.

Calma, calma. Il grillo parlante ce l'ho già, nella mia testa, senza che vi mettiate in fila pure voi.
A spingere, pure.

Facciamo così: io, come al solito, scrivo, di seguito, il corpo di questo post.
Voi e la mia coscienza, se ne avete voglia, continuate a leggere e, se avete qualcosa da ribattere, scrivetela nei commenti, al posto che borbottare come fate sempre.



Se state leggendo queste righe vuol dire che le mie toccanti parole dell'abstract hanno fatto breccia nei vostri cuoricini. Lo si capisce perchè gli occhi sono lo specchio dell'anima e sulle vostre iridi vedo ancora stampata la scritta $1000 al giorno (al giorno va a capo, perchè non ci sta, su una sola riga, sull'occhio, ammesso che non siate cinesi).

Immagino che i più attenti di voi abbiano anche considerato che un blog è attivo per 365 giorni all'anno. Quelli più saggi avranno anche impostato la tara e, sapendo che nei weekend l'accesso è circa la metà rispetto ai giorni feriali (chi gestisce una azienda si tranquillizzi, ci sono dei picchi al mattino presto e prima e dopo il pasto, durante le altre ore lavorative è decisamente ridotto - va beh, qualche pausa caffè...), avranno calcolato che non è che sia poi così male un ricavo di $300.000 (trecentomila) circa, all'anno...

E come caspita si fa?

Beh, intanto, certo non con gli accessi che ho io al momento...

Poi, probabilmente, siccome è evidente che esisterà una qualche proporzionalità con il numero di unique visitor, sarebbe utile scrivere in inglese: facendo le dovute proporzioni tra lettori inglesi e italiani a quanti euro potrei puntare? Mi converrà rimettermi a studiare inglese (lo conosco e ho anche gestito progetti in inglese, ma certo non penserete che sia in grado di scrivere simili proposizioni ipotattiche anche in altre lingue, vero?) o contattare uno che mi traduca i post in inglese? Oppure basterà mettere su la traduzione automatica? (fermi tutti, di traduzioni parleremo in prossimi post, non distraetemi con altri argomenti...)

Cerchiamo di approfondire i possibili modelli di business e i calcoli reali, poi ci pensiamo...

Possibili ingressi:
- pubblicità (AD)
- affiliate
- richiesta di donazioni
- vendita di prodotti
- richieste di consulenza
- [c'è altro?...]

Piccola digressione sulla pubblicità: pare ci sia chi si lamenta, se sul blog compaiono gli AD. Ma stiamo scherzando? E che, a casa mia non posso fare quello che voglio? Non avete pensato a quanto sarebbe più piacevole la vostra lettura, se avessi il tempo di limare questi testi, al posto che scriverli in tutta fretta, offline, in treno? Non avete pensato che se avessi dei soldini da investire sul blog potrei fornirvi informazioni straordinarie, sia per il vostro business che per i vostri momenti liberi? Calmatevi, intanto non li ho ancora messi, poi continuate a leggere, che ne riparleremo...

Il nobiluomo citato nell'abstract si chiede se tutti sono in grado di guadagnare altrettanto, dai blog. Si risponde che non ci riesce il 99% dei blogger. La mette sul piano del ci riescono solo quelli che sono in gamba (usa smart, non ho voluto infierire, con la traduzione).

Pare, inoltre, che la condizione essenziale sia quella di capire i principali meccanismi del Web (leggeteveli, non ripeterò la lista).

Interessante che non si fermi a solo quelli più semplici, noti a quasi ogni Web Designer, ma vengano citati anche database e sistemi di pagamento on-line. Chissà quanti soldi potrebbe fare chi dovesse conoscere qualche modalità di utilizzo in più di Java e architetture multilayer basate su WS, Web 2.0 e Web semantico? In effetti, tutti gli autori in lingua inglese sembrano chiarire che più si sa dei mezzi a disposizione, più è facile fare soldi... a differenza di molti manager delle nostre aziende, che sono in grado di sostenere che conoscere la materia è notoriamente un impedimento al business, - non voglio addentrarmi in questo argomento, me lo lascio per un altro giorno, quando avrò voglia di tirare un po' di scherma.

Bisogna anche fare un piano. Di business o strategico. Un piano è qualcosa che sembra che tutti vogliono evitare, di recente (per esempio, provate a nominare questa parola ad un sostenitore dei metodi di produzione di software agyle... fermiamoci ancora, sembra che non riesca a fare a meno che fare un sommario di prossimi argomenti di post, oggi).
Eppure, per quanto sia facile che un piano fallisca, come diceva qualcuno che non ricordo, è sempre meglio avere un piano che non averlo.
Almeno si prende una direzione e si vede se la si sta seguendo o se si sta andando alla deriva. E poi si cerca di cambiare il piano ed adeguarlo.

Prima di redigere il nostro, partiamo dal traffico.
Il tipo che guadagna $1000 al giorno, dichiara anche di aver avuto, al mese 1,1 milioni di visitatori e 2,4 milioni di page views.
Ovvero, circa 1 dollaro ogni 1000 visitatori o ogni 2400 page view.
Al momento il mio sito riporta un po' più di 850 visitatori al mese, se riuscissi a farlo rendere in proporzione al suo (ma sicuramente renderebbe meno, perchè il suo è certamente ottimizzato), potrei già portare a casina circa un caffè senza brioche al mese. No, a ripensarci, ci dovrei pagare le tasse, mi resta una rotella di liquirizia (dimezzeranno anche i suoi 1000 dollaroni, come capiterebbe qui, in USA?)
Acc... bisognerà fare qualcosa per migliorare...

Per cercare di capire se possiamo migliorare, iniziamo a vedere se sono numeri sensati, in Italia.

Secondo Alexa (per quello che vale, lo sappiamo, certamente misura meglio siti USA, non misura tutto, etc. etc., ma è quanto di meglio abbiamo a disposizione free - fornitemi altri indirizzi, se ne conoscete), il sito di StevePavlina, a spanne, fa dalle 6 alle 12 volte le page view di Beppe Grillo (e dalle 12 alle 24 volte quelle di Pandemia e Macchianera).
Acc... bisognerà passare ad una traduzione all'inglese? Possiamo solo sperare in un massimo intorno ai 100 euro al giorno? (che poi sarebbero tagliati a 50 dalle solite tasse?) Perdiamo 900 dollari al giorno solo perchè non sappiamo l'inglese? Credo che, se dovesse crescere il traffico, converrebbe seguirlo, quel corso (costava meno di 900 dollari al giorno, o ricordo male?)

I dati di Pavlina sono compatibili con i CPC (Cost Per Click)? Beh, abbastanza. Se immaginiamo che ci siano 10 impression per pagina, considerato che un rapporto sensato tra click e impression potrebbe essere del 2%, potremmo calcolare, su 2,4 milioni di pagine, 24 milioni di impression, 480.000 click. I CPC (pagati a chi li eroga, non a chi ne ospita la pubblicazione sul proprio blog) variano tra 0,01 a 0,5 euro circa, secondo il link sopra riportato. Stiamo parlando di un range di 4800-24000 dollari al giorno (sempre per l'erogatore). Se un 20-25% viene pagato all'autore del blog, otteniamo circa i valori che dice Pavlina). Siccome credo che le percentuali siano inferiori, per bilanciare la differenza servirà ottenere il fatturato da modalità diverse dal solo advertising. Credo.

Qualcuno mi sa dare informazioni più precise?

Secondo Pavlina il fatturato è proporzionale al traffico. Ci tocca inventare modi diversi per guadagnare con il blog?
Acc... (dobbiamo sperare nella richiesta di consulenza?)

Comunque sia, per fare traffico e guadagnarci i nostri 50 euro al giorno netti (che sono sempre 15000 netti all'anno, che, se non bastano per arricchirsi e convincerci a lasciare il lavoro, comunque potrebbero aiutare), bisogna partire creando valore. Come per ogni tipologia di vendita.
Se aveste letto, per fare un esempio, Il libretto rosso del grande venditore di Jeffrey Gitomer, ne sareste convinti e, come sto facendo io, stareste cercando di cambiare la vostra figura professionale, da tecnicaccio puro a qualcosa di vicino ad un venditore o ad un uomo marketing, cercando di regalare valore. Perchè regalando valore si ottiene valore in cambio.
E' il solito libro fuffa per i soliti creduloni? Sarà, ma a me è riuscito a vendere l'idea e quasi me ne compravo un altro, se non avessi capito che, se già riuscissi a mettere in fila i suggerimenti di quello, sarebbe comunque un buon inizio.
E non è facile, sono proprio negato per farlo, non è nel mio DNA. Ma mi hanno detto che l'homo sapiens sapiens impara, quindi cercherò di continuare a sbatterci la testa fino a che non otterrò qualcosa o mi convincerò definitivamente di non riuscirci. Per ora sono ancora convinto che sia alla mia portata. Sono il solito presuntuoso.
E comunque mi sto divertendo.

In più, a quanto pare, le impostazioni di un grande venditore, sono fortemente improntate all'etica, e questo mi piace: non sopporto quelli che cercano di vendere fumo, ammiro chi sa valorizzare le cose di valore.

Tornando al valore, credo di poter raccontare qualcosa di utile. Un po' troppa roba per ogni articolo, ma se cercate bene, vedrete che troverete anche qualcosa che vi può servire. Come in soffitta.

Su, vediamo cosa ci suggerisce il nostro amico Pavlina per incrementare il traffico: all'inizio, potrebbe essere d'aiuto un Blog Carnival. E che caspita è? Avevo sentito parlare di Blog rings, ma blog carnival... forse bisogna andare in Brasile? Ce ne saranno anche in Italia? Da una ricerca su Google non ne ho trovati (in inglese sì, in italiano no). Acc...

Ragazzi, torniamo alla considerazione di prima: se non si diventa inglesi, non si fanno i soldi.

Questo post mi ha richiesto 4 ore. Per ora può rendere qualche centesimo al mese.

Soldi facili.

Se attivassi gli AD farei contento chi sta spingendo il Web 2.0 per ottenere i vantaggi della coda lunga di cui ho già parlato, ma, salvo che abbia sbagliato i conti (niente di più facile, peraltro) anche teoricamente non mi sembra che possa essermi utile, al momento.
Non mi resta che continuare per divertimento, poi ne riparleremo tra qualche mese.

Bye
    Depa

P.S.: coscienza mia, hai ancora qualcosa da dire? Certo, lo so anch'io che se leggessi Dante sarebbe meglio di Gitomer, ma... insomma, mi lasci parlare, almeno per una volta?

8 commenti:

Isadora ha detto...

Depa, finché scriverai testi così lunghi, complessi e ricchi di contenuti, di soldi non se ne parlerà. Il blog per il grande pubblico è tutto il contrario del mio e del tuo (il mio è anche peggio del tuo, ma vabbé): monotematico, con testi corti e semplici (e densi di keywords), argomenti in cui tutti si possono identificare e sentirsi in grado di esprimere la loro opinione: informatica spicciola, cucina, sesso, televisione, politica da bar, un po' di umorismo non guasta. Poi ci vuole l'adeguato marketing (SEO dei poveri): spammi tutta la blogosfera con commenti, trackback etc etc, partecipi a discussioni, catene di sant'antonio, giochini, concorsi, classifiche e chi più ne ha più ne metta. I titoli dei post sono fondamentali: devono essere attraenti sia per gli esseri umani che per i motori di ricerca e i link ai siti importanti devono essere nel feed. Non dimentichiamo il blogroll con i nomi "che contano", che però diventa veramente utile solo se il link è reciproco. Un lavoraccio, insomma, e non è detto che il guadagno sia proporzionale allo sforzo. Io continuo a scrivere quello che mi pare quando ne ho voglia...

Depa ha detto...

Isadora, a me piacciono i nostri blog ;-) (già che ci siamo, hai visto che mi sono ricordato di mettere il nome all'inizio?)

Non mi piacciono articoli corti e semplici, laddove semplice perde ogni connotazione qualitativa e si traduce in banale o inutile.

Sono bravi a cercare keyword? Cirano de Bergerac era molto più bravo, nel solo descrivere il suo naso poteva tirar fuori un lessico che di keyword ne avrebbe colte a manciate, in tutte le direzioni.
Spirito e lettere, contro i blogger-Valvert, che conoscono solo, di lettere, quelle con cui si scrive la parola "Scarafaggio".

La risposta alla mancanza di grosse quantità di potenziali lettori, dovuta al basso numero di quelli che leggono l'italiano può essere compensata solo dalla qualità dei lettori stessi.
Mi fa piacere sapere che talvolta mi viene a trovare Isadora, che scrive bene anche se parla (solo?) di cucina (che è un argomento interessantissimo e colto, complesso e leggero assieme, se trattato con grazia).

Non è detto che questi lettori portino soldi, direttamente o indirettamente, a causa del blog, ma, almeno per ora, non mi interessa più di tanto.

Forse un post di questo tipo può creare soggezione e i lettori non si partecipano per questo?

Spero di trovare lettori a cui, come a me, l'informatica spicciola fa venire la nausea (ooops... è per questo che ho recensito Joost? ma no, ma no, cosa avete capito? - lascio in sospeso, facendovi pensare alla risposta... intanto ci penso anch'io).
Questi lettori cultori della materia informatica, non solo non devono provare soggezione, ma devono venirmi a dire che sono un pisquano e che ci sono almeno altri 10 modi per fare soldi con un blog, oltre a quelli citati (e citarmeli, gentilmente, così cancello la frase uscita prima in tutta fretta, in cui dicevo che non mi interessava).

Di cucina non so parlare, di sesso nepp..., cioè, non voglio... ecco.

Per le mie modeste capacità anche le politica e tv sono fuori portata.
Umorismo, però, ne ho da vendere (mia moglie dice sempre che rido solo io, ma adesso dorme e posso difendere la Verità - non perdete tempo a mettere un commento in contrario, che non ve lo pubblico: e spero bene che questo vi crei davvero soggezione).

Sono d'accordo su tutto il resto, (ma non mi hai detto, nonostante il listone di attività da fare, se conosci dei Blog Carnival italiani), compreso il finale.

E io ti verrò a leggere, proprio e solo perchè ne avrò voglia e ne avrò voglia perchè scrivi testi lunghi, complessi e ricchi di contenuti.

Depa ha detto...

Devo piantarla di scrivere commenti a quest'ora: nel precedente mi saranno scappati, senza permesso, 4 o 5 errori d'ortografia (e sì che lo avevo riletto...)

Ugo Cei ha detto...

Hai fatto male i conti! 1.1 milioni di visite diviso $30.000 (guadagno mensile) fa $1 ogni 36 visite circa o, se preferisci, $27 circa ogni 1000 visite.

Un CPM di $1 (o circa $0.40 contando le page views) sarebbe abbastanza ridicolo in effetti.

Quanto ai sostenitori dei metodi "agyli" e alla pianificazione, penso che molti di loro abbiano letto "Planning Extreme Programming" (Beck, Fowler) ;-).

Isadora ha detto...

Grazie, Depa, sei un tesoro. Che poi, a dire il vero, io cerco sempre di fare i post corti, perché ho il pallino dell'ergonomia... dicevo che il mio blog è "peggio del tuo", perché spesso mi rendo conto che le cose che per me sono tanto interessanti, per molti altri (la stragrande maggioranza) sono pallosissime. Il tuo blog è molto meno dispersivo e coerente, offre contenuti per un target preciso, il mio è uno zibaldone. Però, vedi, il fatto è che io scrivo soprattutto per me stessa. Mi spiego: per me il blog è diventato un blocco appunti in cui mi annoto le cose che m'interessano (praticissimo per ritrovarle) e, con un po' di fortuna, grazie alla condivisione ed alla possibilità dei commenti, ogni tanto passa qualcuno che mi lascia una dritta, un'opinione, un link, un consiglio consentendomi di imparare un sacco di cose. Quindi io un "ritorno", non economico, ma per me molto più importante, ce l'ho. Ma così facendo sono anche consapevole del fatto che io, ricca, col blog non lo diventerò mai :-)
E, sì, anch'io vengo qui a leggerti proprio per tutte quelle caratteristiche così deleterie (complessità e contenuti... sulla lunghezza potremmo aprire un dibattito ;-) )

Depa ha detto...

Isa, io non mi rendo conto che le cose che scrivo o dico siano pallosissime per gli altri, ma, per fortuna, ho un sacco di amici che me lo ricordano continuamente.
Spero, almeno, via blog, di poter tenere sotto controllo cosa ho scritto finora, per ridurre le ripetizioni (i miei amici vengono puniti continuamente per il loro comportamento sopra citato per il fatto che oltre ad essere noioso tendo pure, con assoluta naturalezza, a non ricordarmi di aver già detto la tal cosa).

Target... davvero pensi che il mio sia preciso ed il tuo uno zibaldone? Chi conosci che gioca con i lego, gli aerei di carta e si occupa di informatica ad alto livello, non disdegnando letture di apologetica cattolica ed esegesi, riposandosi leggendo i classici e giocando ai wargame? :)
Il tuo target è semplicemente diverso, è gente che, come me, fa un salto a casa tua per prendersi una pausa, per un tè ed un dolcetto, per rilassarsi, per arrabbiarsi insieme a te.

Blog come appunti, lo capisco benissimo, pur avendo appena iniziato: pensa che l'altro giorno ho scaricato un mio post per usarlo come riferimento per lavoro... :)

Un dibattito sulla lunghezza: no, mi devo ancora riprendere dall'ultimo fatto sul tuo blog...

Depa ha detto...

Oh, oh, grazie Ugo.
Lo sapevo che se c'era un modo di sbagliare i conti lo potevo trovare.

Questo riapre speranze, quindi...
Potrei fare la bellezza di circa $27 dollari al mese...
Aveva ragione Isa un attimo fa: i commenti sono utili, si imparano un sacco di cose...

Temo, però, di non aver sbagliato il rapporto di 10:1 sui visitatori potenziali, che poi era ciò che dava la mazzata risolutiva per chi blogga in italiano, rispetto a chi è capace di farlo in inglese. E resta il limite di 100 (50) al giorno (ma possiamo conviverci).

Grazie per il suggerimento del libro (seconda cosa imparata in un solo commento): sarò ben contento di poterlo segnalare anche a chi mi parla di questa metodologia e che, spesso, valuta che le voci a destra nel manifesto siano significativamente di minor valore di quelle a sinistra (quindi, non tutti l'hanno letto, quel testo...).
Cerco di recuperarlo, vedi mai che sia la volta buona che capisco anche se sia possibile applicare questa metodologia presso qualche cliente, in Italia.

Isadora ha detto...

A proposito xtreme programming, agilità e pianificazione, uno dei miei link preferiti (anche per farsi due risate ogni tanto) è http://www.softwarereality.com/
conosci?
[Ora scappo, ché devo prendere l'aereo - buona lettura...]