ho appreso dalla vita l'amaro frutto della vanità, Narciso Yepes e la chiave del quindici : usi e, soprattutto, abusi dell'XML, paragonati a performance straordinarie di un virtuoso della chitarra (da ascoltare). Come un bambino : grafica e programmi, fuori da ogni principio (salvo quello dell'approfondimento) di questo blog. A proposito, devo andare a verificare se MakeHuman ora è in grado di generare anche vestiti e capelli. Il post che state leggendo, probabilmente, rientrerà in quest'ultima categoria, ma non ho voluto scriverlo, semplicemente dovevo farlo.
Capisco benissimo che siate sconcertati.
Oramai, era inevitabile, basate la vostra esistenza su questo blog ed il fatto che io non stia scrivendo da un po' di tempo vi crea degli scompensi temporali.
In base all'ultimo post siete convinti che sia Natale (via, Capodanno), ma vi ricordate di aver visto, proprio pochi giorni fa, dei bambini vestiti da carnevale e i vostri colleghi stanno già fissando le ferie pasquali (qualcuno accenna pure alle vacanze estive).
Vi devo avvisare: non sto più inserendo articoli con la necessaria costanza, ma il tempo sta andando avanti.
Davvero. Fatevene una ragione.
Vi riporto alla data giusta che, senza alcun dubbio, non avete dimenticato: non è Natale, è la festa di compleanno.
Di questo blog, ovviamente.
Quando finite di regolare gli orologi ed i calendari, potreste aiutarmi a tirare le prime somme?
Senza dimenticare i regali di compleanno.
E potremmo finire senza una torta pantagruelica?
Cercando di evitare una autocelebrazione, è pur necessario che condivida con voi alcune idee, che potrebbero non essere emerse così evidentemente. Devo farlo, capite, anche se non vorrei.
Partiamo dai principi base di questo blog, che ne possono dare una prima chiave di lettura:
Poi, purtroppo o per fortuna, i principi, almeno per simili argomenti leggeri, si fissano e poi non sempre si rispettano.
mi sbellico dal ridere per chi ha letto in me la verità:
chiedo clemenza ai giudici come un gesto di carità.
[Tango di rango]
Salvo, poi, quando si rileggono i post, trovarsi a storgere il naso e a chiedersi perchè mai l'avrò fatto...
A stampare quanto ho scritto, per circa una trentina di post, ne potrebbe uscire un libercolo di un centinaio di pagine: concedetemi, quindi, almeno fare un sommario (anche per chi fosse appena arrivato, vedi mai che ci possa essere qualcosa di interesse, che si sarebbe altrimenti persa - anche perchè ho scoperto che via feed, oramai, si vedono solo gli ultimi 28 post e non trovo una configurazione per aumentarli).
Gli inizi
Solo auto-ironia e una preview dei contenuti futuri nei primi post Si inizia e Pausa di riflessione. Non sono stati molto letti, ma ci mancherebbe altro. Ciò nonostante uno dei due mi ha generato un link esterno (e altri più interessanti quasi non sono letti)! Lo strano mondo dei blog...
I post su cui siete arrivati, forse per sbaglio, più spesso:
Come forzare un lucchetto : anche da quanto risulta dalle parole chiave di ricerca - nonchè da quanto ipotizzato direttamente nell'abstract del post - il fatto che questo post sia tra i più cliccati è dovuto al fatto che molti cercano di arrotondare lo stipendio in modi che non vogliamo sapere. Comunque ritengo che sia uno dei più interessanti, nonostante non tratti di grimaldelli, ma di Web semantico.
Aeroplani e draghi di carta : non avete idea di quanta gente esegua ricerche sugli areoplani di carta. E qui spero trovino pane per i loro denti (davvero: questa volta non è una trappola come il post precedente). Uno dei miei preferiti, anche perchè si è generato da una sorpresa: l'origami come arte di altissimo livello e non hobby da 4 soldi, come avevo fino a quel momento pensato. Se già non lo avete letto andateci subito e non perdetevi i filmati!
Tra i due sopra citati ed il resto non c'è confronto, gli hits scendono di quasi 5 volte, ma riporto, comunque, gli immediati inseguitori:
Superato il Test di Turing : Anche in questo caso mi sono divertito. Su uno dei miei argomenti preferiti: Intelligenza Artificiale (va beh, si fa per dire, dai chatterbot all'inizio dell'Intelligenza Artificiale, via...).
Non ibernatemi : Sono d'accordo con voi, è un articolo da leggere. Non ho trovato grosse difficoltà a motivare le mie scarse simpatie per l'ORM (Object Relational Mapping). Che continuano ad aumentare nel tempo, man mano che mi capita di ritrovarmelo da tutte le parti. Forse un giorno si riuscirà ad ottenere una tecnologia che metta facilmente in contatto i database relazionali e i linguaggi object oriented. Ma non è oggi.
Di fatto la testa della classifica mi trova completamente d'accordo, nonostante possano aver inciso sul conteggio cause non legate direttamente al contenuto.
I meno letti:
No, questi non ve li dico, ma, al contrario dei 4 sopra citati, non posso che confermarvi che mi trovate d'accordo nel consigliarvi di continuare a non leggerli (potrete capire da soli in quale categoria ve ne parlerò nel seguito).
Gli altri di cui sono molto soddisfatto:
A Betlemme di Giudea : mi è piaciuto scriverlo sia per l'argomento (storia ed apologetica cattolica legata alla nascita di Cristo), che per la profondità della ricerca in cui mi sono dovuto infilare, leggendo testi interessanti, in misura molto maggiore di quanto sia poi riuscito a riportare.
Letteratura Fiabesca Applicata all'Informatica : più che per i contenuti, (tipizzazione forte, debole e duck typing anche in Java e relativi impatti architetturali), comunque, significativi, mi è piaciuto il gioco formale che ne è saltato fuori: partendo dalle fiabe e dalla loro struttura, sono passato all'informatica, per tornare alle fiabe, attraverso analogie e giochi di parole. Mi ha divertito, anche se è stato poco letto. Forse un po' troppo costruito e un po' pesantino, soprattutto nella parte centrale?
Keep In Touch : prima presa di coscienza dei benefici del mettersi in contatto con gli altri attraverso questo mezzo di comunicazione. E' stato bello cambiare il punto di vista (non me l'aspettavo), è diventato ancora meglio per i commenti che sono presto scivolati su argomenti logici e religiosi, mi ha fisicamente provato per la gestione dei commenti extra-blog, che sono stati i più intensi ed interessanti di tutto questo periodo.
Timeo Danaos et dona ferentis : un titolo originalissimo (è venuto in mente, per argomenti differenti, a neppure altri 10000 blogger) per una domanda ancora valida: Web 2.0 o Bubble 2.0 ? Ci guadagnano solo i grandi player di Internet o potrebbe essere utile anche a noi?
Quelli che mi aspettavo leggeste fino a consumarne le pagine...
... e, invece, li avete sorvolati svogliatamente. Ok, forse sono un po' densi, certo non sono tutti brillantissimi, ma come fate a vivere senza? (ah... sapevate già tutto e li avete trovati noiosi... scherzate, vero?... vero?) :
CRUDeli variazioni : sulla generazione automatica di codice, in diverse salse, partendo dalla letteratura e da Queneau. Dove fermarsi e dove usarla a piene mani.
Reti di parole su CD : introduzione alla comprensione del linguaggio naturale per i computer. Siccome credo in queste tecnologie nel breve-medio periodo, aspettatevi ulteriori approfondimenti tra poco.
Soldi facili : si possono davvero fare i soldi con i blog? anche scrivendoli in italiano?
SOA (1) - Introduzione : primo articolo di 4-5 (almeno nelle intenzioni dichiarate). Introduzione e concetti generali.
SOA (2) - Variazioni Goldberg : Web Services e REST al servizio di SOA e altre basi terminologiche. Primi cenni alla gestione ed agli impatti di questi tipi di progetti. Da leggere con sottofondo musicale embedded (se ce la fate a seguirli contemporaneamente, però, siete molto più intelligenti di me).
I restanti 2-3 articoli sull'argomento sono rimasti un po' indietro, vediamo di riprenderli nei prossimi mesi, se trovo il tempo (ma è anche colpa vostra, che non me lo avete ricordato).
Quando meno te l'aspetti : evoluzioni dell'HTML attese a breve. Mi sembra interessante per approfondimenti non consueti, che poco hanno a che fare con il normale AJAX e company.
Just another brick in the wall- : Mattoncini di Lego, filmati di Star Wars fatti da mattoncini di Lego, robot programmabili in mattoncini di Lego, CAD che usano mattoncini di Lego, ... perchè mai questo post è stato snobbato? ma voi non giocate mai? (se ne faccio altri simili mi tirate mattoncini non di Lego?)
Senza infamia (e, purtroppo, senza lode):
Libbertà : tutto sommato non mi dispiace. Nasce, forse, da una interpretazione troppo stretta della GPL (ma ne sono convinto solo al 90%), dovrebbe essere interessante per la carrellata sui modelli di business Open Source e mostra, comunque, alcuni limiti della licenza su citata. I commenti di questo post sono essenziali - ringrazio Ugo Cei per aver voluto approfondire con me l'argomento - per il raggiungimento di un punto di vista completo. Attendo ancora un intervento conclusivo da parte della FSF italiana (ho cercato di interessarli direttamente, attraverso vie esterne al blog, spero che trovino il tempo)
Oggi scricchiolo : scritto più velocemente del solito, più emotivo del solito (anche se, almeno in questo blog, emotivo è un termine quasi impraticabile). Forse troppo personale, un po' ermetico, con un motivo, un gioco strutturale forse semplice, ma che non mi dispiace neppure rileggendolo ora. Eppure non totalmente incompreso da chi l'ha letto.
Bentornati : spinto da un particolare umore nero, mischio Umberto Eco, il Vangelo, Terry Pratchet, Pitigrilli e Fahrenheit 451 in un calderone orientato ad una crescente (e, ho visto, non solo per me) consapevolezza che 1984 di Orwell possa essere già in atto, meno grigio e meno opprimente, ma con informazioni altrettanto distorte e pre-interpretate del mondo e della storia. Troppo complesso, troppo costruito.
Condivisione e Collaborazione : uno dei miei slogan preferiti per spiegare perchè ci serve il Web, anche per applicazioni Enterprise, nonostante l'operatività intensa sia molto più complessa da ottenere rispetto alle tecnologie client-server preesistenti. Un po' perso in mezzo a citazioni di programmi specifici, eludendo uno dei principi base. E già a distanza di pochi mesi si sente, purtroppo.
Pendolari : quando non se ne può proprio più. Accettabile (secondo i criteri di questo blog: come racconto, in senso assoluto, non mi permetto di giudicarlo), ma non va oltre lo sfogo.
Non ci resta che piangere : divagazioni inutili a spasso nel tempo. Ma ogni tanto bisogna prendersi una pausa.
Il codice dei Wooster : c'è ancora la cavalleria e l'onore? In Internet? Con un ricordo per Wodehouse, uno dei miei autori preferiti.
Giochiamo : Games programming nella vita e in Java. Un po' dispersivo e non così approfondito come mi sarebbe piaciuto. Ma può essere una ragionevole base di partenza, da cui partire per prossimi post.
Kerygma : purtroppo non sono così abile su questioni teologiche, ma ho cercato di fare del mio meglio, su un argomento che ritengo della massima importanza. Segnalo la presenza di un commento molto interessante ed intenso.
Esagoni e carte : Wargames e tattica su fogli e PC.
Crisi di rigetto : letture pessime e ricerca, con Calvino, di qualcosa di meglio. Presa in giro dei miei post, che spero restino meglio dei libri di Dan Brown (il fatto che siano meno letti può far pensare, ma non sopporterei l'idea che sia vero il contrario).
Wanted : un post in cui mi sono solo divertito. Non dice nulla, quello che dice non serve, scienza e fantasia in un misturone, con la speranza che possa aver fatto sorridere anche voi.
Quelli che se anche non li scrivevo, forse era meglio:
Uno, nessuno e centomila : questo è piaciuto solo a chi si chiama Depa. Non poteva essere altrimenti. Rileggendolo, almeno ad un Depa non piace più.
Ho, poi, scritto la bellezza (?) di 4 post su una serie di programmi che permettono di rovinarsi le serate con la TV anche su Internet. Si salva vagamente solo Osservando distaccatamente babeli mediatiche, solo perchè mi sono guardato piangermi addosso a proposito delle paranoie sull'essere controllati (il 1984 che citavo sopra) e ho deciso che non ne valeva la pena. Sugli altri, Joost Jump, Adelante, presto, e con un po' meno juicio, A Venezia, 'giust' si scrive Joost- , vorrei evitare, se non vi spiace ogni commento.
Non vi sembrerà vero, ma con questo finisco la carrellata sul passato.
Con qualche considerazione, sulle lezioni imparate:
E' chiaro che mi servono altri spazi, tempi diversi.
Di conseguenza vi anticipo la mia intenzione di aprire almeno un altro blog.
Non come questo, più leggero, con post ridotti, idee alla rinfusa, molto meno fissate, meno studiate, più domande e meno risposte.
Non potrei sopravvivere, altrimenti.
E voi, che a vedervi siete già gracilini, men che meno...
Un blog più classico, ma anche più idee da elaborare assieme.
Perchè non inserire direttamente qui quei post? Ma, ovviamente, perchè su questo blog voglio mantenere questo taglio, voglio continuare a proporre qualcosa di significativamente diverso dal solito.
Visto che non riesco a mantenere un giusto ritmo con un blog, è evidente che per aprirne un altro devo, come minimo, dotarmi di mezzi più potenti.
Quindi, come regalo di compleanno per questo blog (e preparando il lieto evento per il prossimo), ho girato un po' su Internet, cercando degli offline editor. Che non sono solo strumenti per scrivere in HTML con un WYSIWYG, ma che permettono di tener traccia dei post, categorizzarli, inserire immagini e tag e poi, quando torna la comunicazione, pubblicarli con un solo click. Molto meglio (questo post l'ho scritto con uno dei due sotto citati - più un po' di lavoro a mano).
Per Google c'è un prodotto free di Microsoft (sì, anch'io non ci credevo, non per il free, ma per il fatto che supportasse Blogger, di fatto importante concorrente - non è che puntavano a comprarsi quello, al posto di Yahoo?), più noto per supportare portali Microsoft, appunto: Live Writer.
Per WordPress (il prossimo blog lo apro sotto questa piattaforma - anche su richiesta pressante di chi mi segue con più frequenza), userò, invece, BlogDesk, che, anche se leggermente più spartano, sembra pure avere più funzionalità. Purtroppo Blogger non è citato tra le piattaforme supportate (ma farò, comunque, una prova, per vedere se non si riesca comunque: due strumenti per fare la stessa cosa mi sembrano un po' tantini...)
Vi faccio sapere, è questione di poco, come vedete mi sto attrezzando...
ByeDepa
P.S.: di che torta state parlando? PantagruCHE?
P.P.S.: avete sopportato fino a qui perchè ne volevate una fetta? ;)
venerdì 15 febbraio 2008
E' ancora Natale?
martedì 1 gennaio 2008
A Betlemme di Giudea
Nota: non sappiamo quanti, non sappiamo i loro nomi, sono 'alcuni', non si parla di re. Si dice solo che provengono da Oriente (genericamente la Transgiordania, per i Palestinesi). L'etimologia riporta a sacerdote oppure grande (e, quindi, poco ci aiuta). Senofonte ed Erodoto li descrivono come casta sacerdotale presso i Medi ed i Persiani, che si occupava di divinazione, astronomia e medicina. Non è comunque necessario immaginare che dovessero arrivare da così lontano, potrebbe bastare fermarsi all'Arabia (anche per il tipo di doni). Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia. [...] E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste [...] Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, [...]
Natale è appena passato, tra alberi, presepi, doni e pranzi.
Credo non sia necessario essere cristiani per sentire la nausea dovuta all'eccessiva commercializzazione di questa festività, ma certo, per chi ha fede, è ancora più triste pensare che, parallelamente, tendiamo a dimenticarci perchè e cosa festeggiamo.
Cosa ci ricordiamo di ciò che proviene dai Vangeli canonici? Dei quattro, quanti ne parlano?. Quanto di ciò che attribuiamo al Natale deriva dalla tradizione o da altre fonti?
Qualche dubbio ci ha vagamente sfiorati mentre stavamo facendo il presepe?
E' possibile una ricostruzione storica? A che profondità?
Era il 25 dicembre? L'anno zero è calcolato correttamente? (domanda leziosa: tanto non si andrà certo a risincronizzare gli orologi...)
La Natività è avvenuta in una grotta o in una stalla?
C'erano il bue e l'asinello che riscaldavano, ovviamente, anche perchè il Bimbo era in fasce nella mangiatoia, con di fianco Giuseppe e Maria, no?
E pastori e gregge compaiono, nei testi?
Quanti angeli avete messo, nel presepe?
Tra qualche giorno, a seguito della stella dovrebbero arrivare i Magi (portavano davvero oro, incenso e mirra?).
Non è in questi dettagli, ovviamente, il senso proprio del Natale.
Rispetto a quanto sto per dire ci si avvicina di più Dickens con la storia di Scrooge, intendo.
Ci sono persone che sentono e capiscono chiaramente il senso profondo delle parole "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", pur senza capire nulla di filosofia e questo gli è sufficiente.
A me, invece, (farei volentieri a cambio) serve ripercorrere ragionamenti freddi e spiegazioni logiche già fornite mille volte nei secoli (ma molto raramente ripetute ai più, quando talvolta servirebbe), per un bisogno di razionalità, derivato dalla società attuale e dalla mia preparazione ed inclinazione personale.
O, peggio, per mia poca fede, rispetto ad una più grande fede di altri (e non è una questione di essere semplici o meno, colti ed intelligenti o meno, perchè nella storia si sono presentate tutte le combinazioni).
Da cui: ricerchina sul Web (e non solo!), per ottenere, tramite copia e incolla, un approfondimento sufficiente, non dico ad avvicinarmi ai livelli di divulgazione di Superquark, ma, almeno, a soddisfarmi come quadro riassuntivo d'insieme.
La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e con la più grande costanza che i quattro suindicati Vangeli, di cui afferma senza esitazione la storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo [...] E gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte che erano tramandate a voce o già per iscritto, redigendo un riassunto di altre, o spiegandole con riguardo alla situazione delle Chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù cose vere e sincere.
[Dei Verbum - Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione, Capitolo V, par. 19 - l'enfasi è mia]
Vi tolgo subito la suspence con uno schemino iniziale:
E' bene notare fin da subito che non esistono discordanze significative tra i due racconti: semplicemente raccontano aspetti diversi dello stesso evento, in modo più o meno approfondito, senza contraddizioni.
secoli. Esistono, però, alcuni indizi, nel Vangelo di Luca, che permetterebbero, con l'aiuto di recenti scoperte archeologiche, una definizione più accurata.
Una nota importante: io NON sono uno studioso biblico, NON sono un esperto di scritture, sono, certamente, un cattolico credente (e questo rende quanto scrivo certamente di parte), ma sono un cattolico pensante, cui piace approfondire i motivi della propria fede e mi piace giocare pulito (se vogliamo, prima di tutto con me stesso).
Quanto ho raccolto e riportato in questo scritto non è farina del mio sacco, ma è una rielaborazione, un approfondimento basato su fonti che ritengo valide (dopo averne lette decine, anche riportanti ipotesi opposte o molto fantasiose), che vi ripropongo e che, quindi, potrete verificare direttamente.
Partiamo dai Vangeli.
Matteo:Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode
Betlemme e tempo di re Erode. L'indicazione, fin qui, è un po' scarna: vedremo poi che dal testo di Matteo potrebbero sorgere altri vincoli temporali, legati alle tipologie di fenomeni celesti che, secondo quanto oggi noto, si sarebbero potuti verificare in quel tempo e che potrebbero spiegare la menzione alla stella.
Sul periodo di massima ("al tempo del re Erode") i due Vangeli sono concordi, ma è da Luca possiamo estrarre indizi per provare a definire possibili date. E' importante notare che i Vangeli non ne indicano esplicitamente nessuna, quella solitamente considerata come riferimento è stata scelta a posteriori da Dionigi il Piccolo, intorno al 525 d.C., sulla base di calcoli da lui sviluppati e messi in dubbio parecchi secoli fa. La scelta della data, è bene ricordarlo, pur essendo elemento di interesse, non è un elemento di fede.Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:
Qui si inserisce la tradizione popolare, derivata da diversi apocrifi, in cui i Magi si ritrovano a manciate:
Esistono ulteriori scoperte archeologiche che mostrano che già nel IV secolo la tradizione popolare prevedeva la presenza di un numero di 3 Magi. Come vedremo, il numero - assolutamente non certificabile - viene probabilmente derivato dai doni.Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo
NOTA: il riferimento alla stella è molto vago. La stella è stata vista sorgere, ma non è descritta. Più avanti, però:Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché
Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Matteo usa una descrizione popolare, secondo la quale la stella sembra muoversi (li precedeva, giunse, si fermò), ma non ne parla come di una cometa. Questa tradizione, infatti, inizia ai tempi di Giotto, che, dopo aver visto direttamente, nel 1301 la cometa di Halley, la utilizzo, fra 1305 e 1310, nell’affrescò nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Ma la Halley sarebbe arrivata troppo presto (12 a.C.).
Esistono altri possibili fenomeni storicamente accertati che potrebbero spiegare la descrizione della cometa? A quanto pare (stesso articolo di Cardini sopra citato, ma anche la Wikipedia) parecchi (attenzione alle date, ci torniamo dopo):
Le diverse ipotesi (nova, cometa, congiunzione planetaria) sono riprese più approfonditamente in questo testo di Giovanni Pellegri.
Trovo interessante, in questo articolo, la nota finale relativa all'ipotesi della congiunzione astrale di Giove e Saturno:
Se forziamo questa ipotesi fino in fondo si può immaginare che i Magi prepararono la partenza alla data della prima congiunzione (29 maggio del 7 a.C.), giunsero a Gerusalemme dopo un viaggio di circa 900 km durante la seconda congiunzione (29 settembre), e adorarono Gesù appena nato a Betlemme nell'autunno dell'anno 7 a.C. Si può escludere che la nascita di Cristo sia avvenuta in dicembre (data della terza
congiunzione) visto la presenza di pastori e greggi all'aperto.
Sull'ultima frase ritorneremo a breve.
Questa ipotesi, infatti, spiegherebbe la frase "al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia", che, almeno a me, fa pensare che la stella sparisse e ricomparisse (altrimenti perchè avrebbero dovuto provare gioia, se la stavano vedendo e "seguendo" da tempo?). La data del 7 a.c., ed i periodi dell'anno in cui sarebbe stata visibile, poi, ben si sposano con le altre ipotesi di date che vedremo nel seguito.[i sommi sacerdoti e gli scribi] gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché
Betlemme, potrebbe sembrare un punto assodato, ma ci torniamo.
così è scritto per mezzo del profeta: ..."Entrati nella casa,
Nota: casa, non stalla, non grotta. Teniamolo presente, anche di questo parleremo dopo.videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono
Quindi: oro, incenso e mirra (che è una resina odorifera) derivano direttamente dal Vangelo.
i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Si tratta di doni ricchi, se è vero che Plutarco narra, nella Vita di Alessandro che Alessandro Magno, dopo la conquista di Gaza, prelevò dal bottino di guerra 500 talenti di incenso e 11 di mirra come dono per il suo precettore Leonida.
Come già accennato, probabilmente la tradizione dei 3 Magi nasce dal fatto che i doni erano 3, ma sarebbe un po' ingenuo considerare valido questo numero, sulla base di queste sole considerazioni.
Per finire, notiamo che Giuseppe (il Giusto, per Matteo) non compare esplicitamente in questo punto (ma non è significativo per poter dire che ci fosse o meno), nonostante sia parte dell'intero racconto della Natività, uno dei destinatari della rivelazione che gli perviene attraverso un angelo, in sogno. Luca e Matteo, (ma questa ce la risparmiamo, in questa sede, perchè è molto lunga e complessa, oltrechè fuori tema), secondo l'interpretazione cattolica, sono concordi nei due testi nell'identificare la verginità di Maria.
Passiamo a Luca che, decisamente più ricco di particolari, ci permetterà di portare avanti i discorsi rimasti in sospeso:In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il
Con queste frasi di Luca, introduciamo il problema della possibile identificazione temporale, non solo relativa all'anno, ma, già che ci siamo, anche al periodo dell'anno.
censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.
Partiamo proprio da quest'ultimo, premettendo che dovrebbe essere ben chiaro a tutti (lo è, certamente, agli esperti) che, ad oggi, non esiste alcun documento che ci permetta di conoscere con esattezza la data di nascita di Cristo e, di conseguenza, il 25 dicembre deve essere considerato solamente una convenzione.
E' però curioso notare che studi recenti (citati, per es., dal professor Tommaso Federici nel 2000), renderebbero plausibile la data del 25 dicembre come storica e tramandata e non, quindi, come sostituzione (decisa nel IV secolo) della festa pagana del Sol Invictus, come ancora attualmente ritenuto valido dalla grande maggioranza degli esperti. Se volete i dettagli seguite il link, ma giusto per fare un riassuntino:
Attenzione: si parla di plausibilità, che viene un po' meno se si considera che c'erano i pastori con il gregge: con il freddo dei luoghi intorno a dicembre, poteva essere difficile che fossero da quelle parti e pare che anche il Talmud riporti tradizioni di transumanza dalle zone della nascita di Cristo verso aree più elevate, dai primi di novembre fino a fine marzo.
Peraltro, tutte le date fornite sono relative a partire dal turno di Abia, ma ci sono due turni per ogni classe sacerdotale: l'altro turno per Abia era dal giorno 8 al giorno 14 di 5 mesi prima.
Ora, io non conosco i calendari del tempo, quindi non sono in grado di dire se 5 mesi prima corrispondano agli attuali 5 mesi prima (ovvero, non fine dicembre, ma, presumibilmente, fine agosto decisamente più plausibile per le pecore), ma è importante notare che esiste questa alternativa.
Il difetto di questa alternativa è che non coincide con nessuna tradizione storica, mentre la data del 25 dicembre fa filotto con una serie di date utilizzate dalle varie chiese cristiane fin dai primi secoli e, tutto sommato, il solo freddo del gregge è un elemento di dubbio non così logicamente stringente: avrebbero potuto esserci greggi e pastori, eventualmente al coperto: non è in contraddizione con altre esperienze di allevamenti in altre zone del globo.
Veniamo alla questione dell'anno.
Partiamo col ricordare che il calcolo su cui si basa il nostro conteggio delle date, dovuto al monaco Dionigi il Piccolo, risale al 525 d.C., ma solo dal VIII secolo è stata adottata in Europa. Per curiosità, già che siamo qui, ricordiamo che l'anno zero non esiste, ma si parte da 1, per il semplice motivo che... il numero zero viene introdotto nel XIII secolo, prima non era noto!!!
Questo calcolo di Dionigi è stato ritenuto errato fin dal 1500.
Anche riguardo alle frasi di Luca, esistono dei problemi. Infatti, sia Matteo che Luca sono d'accordo nel dire che Gesù è nato sotto Erode il Grande, ma:
Le presunte inconsistenze si spiegherebbero con le seguenti considerazioni:
Notiamo che l'anno 7 a.C., quello in cui sarebbero avvenute le congiunzioni planetarie secondo Keplero, sarebbe assolutamente compatibile con quanto appena individuato.
Poi feci un secondo censimento con potere consolare, senza collega, sotto il consolato di Gaio Censorio e Gaio Asinio, e in questo censimento furono registrati quattromilioni e duecentotrentamila cittadini romani.
Secondo la Scuola esegetica di Madrid, peraltro, non ci sarebbe neppure bisogno di ipotizzare una sostituzione temporanea di Saturnino da parte di Quirino (punto debole della precedente serie di considerazioni, in quanto, pur possibile, non sarebbe sostenibile con effettiva documentazione storica - mancante, non discorde) consisterebbe in una errata traduzione al greco dalle fonti originali in aramaico e la frase di Luca andrebbe riletta come:
Questo censimento fu antecedente rispetto a quello tenutosi quando Quirino era governatore di Siria.
Non possiamo, infine, ovviamente, scartare l'ipotesi di un errore di Luca: 'governatore' al posto che 'legato' o 'Quirino' al posto di 'Saturnino' o simili. Non sarebbe impossibile (e non sarebbe contrario a quanto espresso nella Dei Verbum, per la cui interpretazione vi rimando, per esempio, a questo testo rivolto alla formazione dei catechisti).
Semplicemente, prima di accettare l'ipotesi dell'errore conviene prima verificare se non possa essere corretto quanto scrive (cosa possibile, per quanto sopra riportato, quindi non ci sarebbe bisogno di ipotizzare errori).
Ricapitolando: porre la data di nascita di Cristo tra l'8 ed il 6 a.C., (con il 7 a.C. più probabile per diversi motivi), non lascerebbe incongruenze storiche; il periodo dell'anno si gioca tra agosto-settembre o, sorprendentemente e secondo ricerche molto recenti, intorno al 25 dicembre.Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide,
Notiamo che Giuseppe viene indicato citando Davide, per evidenziare la discendenza regale di Cristo, motivo per cui compare nelle genealogie di Luca e Matteo.dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,
Quindi, Giuseppe vive a Nazaret (Galilea), ma si deve spostare a Betlemme (Giudea). Dal Vangelo di Matteo si legge anche che, dopo la fuga in Egitto, Giuseppe decide di fermarsi a Nazaret. Quindi, da Nazaret parte, va a Betlemme, fugge in Egitto, a Nazaret ritorna.
chiamata Betlemme,
Ci soffermiamo su questo punto solo per far notare come la spiegazione del come Cristo sia nato a Betlemme (rispettando le scritture) e poi sia stato chiamato Galileo e Nazareno (a parte ulteriori significati possibili di Nazareno, che non staremo qui ad approfondire), siano chiaramente spiegati nei Vangeli: di fronte a questa chiarezza ed evidenza si resta sempre stupiti quando taluni presunti "esperti" avanzano dubbi interpretativi a questo proposito, dicendo che esistono incongruenze.
Il tutto, a volte, pure partendo dal Vangelo di Giovanni (7,41-42), nel quale vengono riportati i dubbi della folla sull'origine di Gesù:Altri invece dicevano: "Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la
Ma Giovanni non si esprime in modo contrario (sarebbe stato perlomeno strano, dal momento che credeva fortemente che Cristo fosse Dio - non avrebbe messo in dubbio nè la sua origine, nè le scritture) e parla chiaramente della "gente", non esprime (non qui, almeno: altrove - che so, nel prologo - è molto esplicito) ciò in cui lui crede.
Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio
di Davide?". E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
Torniamo a Luca:per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre
Qui è necessaria una piccolissima divagazione, perchè questa parola "primogenito" è continuo oggetto di fraintendimenti (un po' come quando si discute dei fratelli di Gesù): "primogenito" è un termine legale (al primo nato spettavano particolari diritti [Dt 21,15-17] e i genitori dovevano presentarlo al tempio e pagare un "riscatto", secondo [Num. 18,15] come spiegato approfonditamente da questa fonte ebraica), non indica il primo di n figli. Ci sono moltissimi esempi nella Bibbia, ma mi sembra significativo un esempio extra-Bibbia: nel 1922 è stata scoperata una iscrizione greca in un cimitero giudaico in Egitto, del V sec. a.C. che dice:
si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla
luce il suo figlio primogenito,
"La sorte mi condusse al termine della vita nel dolore del parto del mio primogenito figlio".
Per semplice logica questo "primogenito" era senza dubbio anche "unigenito" e, quindi, questa frase mostra una volta per tutte come tale termine venisse utilizzato anche nel caso di figli unici.lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per
Gesù viene quindi deposto in una mangiatoia, di cui non vengono forniti particolari descrittivi, avvolto in fasce. Non c'era posto nell'albergo, non è che non potessero permetterselo.
loro nell'albergo.
Giuseppe, anzi, era un carpentiere e poteva essere anche benestante, secondo alcuni.
Non si parla, almeno non esplicitamente, nè di grotta, nè di stalla, anche se la stalla potrebbe essere indotta dalla presenza di una mangiatoia.
Le prime indicazioni della grotta si hanno in da Giustino (155-160 d.C.) in uno scritto indirizzato all'ebreo Trifone, accompagnate da dettagli che indicavano la grotta del parto.
La tradizione cristiana riprende da Origene (Contra Celsum - 248 d.C.) il fatto che si tratti di una grotta:
A proposito della nascita di Gesù... se qualcuno dopo il vaticinio di Michea, e la storia scritta nel Vangelo dai discepoli di Gesù, desidera altre prove sappia che si mostra a Betlemme la caverna nella quale è nato, e nella caverna la mangiatoia dove fu avvolto in fasce. E quello che si mostra è così conosciuto in questi luoghi, che anche gli estranei sanno come Gesù è nato in una grotta.
La stessa grotta è stata descritta da San Girolamo intorno al 400 d.C.
Quella grotta esiste ancora e la si può visitare. Era vicina al caravanserraglio (con il quale molti identificano l'albergo di Luca) e presenta pure una mangiatoia nel muro. Purtroppo, probabilmente non è la mangiatoia originale, pur essendo nello stesso punto di quella originale.
Grotte simili erano, quindi, usate anche come stalle, oltre che come ricovero per i viandanti.
Alcuni evidenziano una presunta contraddizione tra la casa citata in Matteo e questa tradizione della grotta.
La contraddizione viene aumentata aggiungendo, arbitrariamente (nella mia piccolissima esperienza, dentro e fuori dal Web, di argomenti legati all'interpretazione del Vangelo, non ho mai visto citare altre fonti oltre al Vangelo di Matteo, che, però, non ne parla) che la casa era di proprietà di Giuseppe.
Personalmente fatico a vedere una contraddizione seria tra 'casa' e 'ricovero momentaneo' (sarà che, con 15 traslochi nei primi 30 anni di vita, chiamare 'casa' una foresteria non mi è mai sembrato strano), soprattutto nel contesto considerato e dopo che si elimina l'invenzione della proprietà della casa di Giuseppe. Strano, inoltre, che abbia visto questa obiezione citata solo da commentatori minori (anche autodidatti...) e mai in esegeti, pur protestanti o non credenti, di un certo livello...
Di grotta e stalla, entrambe e distinte, per non farsi mancare nulla, nel solito tentativo di superare le difficoltà dei testi canonici, parla, invece, l'apocrifo di pseudo-Matteo:
l'angelo ordinò di fermare il giumento, [...] e di entrare in una grotta sotto una caverna. Qui generò un maschio, circondata dagli angeli mentre nasceva [...] Tre giorni dopo la nascita del Signore nostro Gesù Cristo, la beatissima Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla, depose il bambino in una mangiatoia, ove il bue e l'asino l'adorarono.
Come ha fatto notare monsignor Ravasi su Avvenire, pochi giorni fa, è con lo pseudo-Matteo sopra citato che vengono introdotti bue ed asino, ma già nel IV secolo l’arte li aveva presentati nel sarcofago romano del "Museo Pio" e in quello di "Stilicone" della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano e già Origene nel III secolo rimandava al passo di Isaia 1,3 (Il bue conosce il proprietario e l'asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende) con lo scopo, evidenziato anche dalla Wikipedia, di ricordare"il popolo ebreo e chi non ha riconosciuto la venuta del Messia, a differenza dei pastori e dei Magi."C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la
Ok anche per i pastori ed il gregge, ne abbiamo parlato prima. Restano aperte le possibilità che si fosse in agosto-settembre (più probabile) o che si fosse in dicembre e ci fossero comunque le pecore (difficile, ma non impossibile).
guardia al loro gregge.
Resta la questione degli angeli. Non pretendo di verificarne storicamente la presenza, la cito solo per completare il ricordo, con scopo più di supporto alla costruzione di un presepe che altro.
Quindi, si tratta di più angeli, anzi, di un esercito.
Se volete fare un presepe bello completo, per l'anno prossimo, vi conviene iniziare a pensarlo oggi: tra l'esercito di angeli ed il seguito dei Magi, rischiate di impiegarci un po' di tempo...
ByeDepa
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giovedì 20 dicembre 2007
Wanted

Lo cercano, lo braccano.
Me lo vedo, affannato a scappare e a nascondersi, al polo. Magari latitante a casa d'altri (probabilmente nella fortezza di ghiaccio di Superman, vicino di casa).
Sarà difficile che lo prendano: bimbi di tutto il mondo hanno provato a stare alzati la sera per coglierlo sul fatto mentre scendeva dal camino e non ci sono riusciti. E i bambini sono testardi, lo sapete.
Nonostante l'evidenza dei doni che arrivano ogni anno in tempo c'è chi inizia (si fa per dire: sono anni che su Internet gira questo testo ignomignoso, sia via e-mail che su post che, pur non spacciandola come farina del proprio sacco, non facevano nulla per evidenziare il lavoro di copiatura) a porre il tarlo del dubbio: Babbo Natale non esiste, e se esisteva è morto.
La cosiddetta dimostrazione si basa sui seguenti macro-punti:
1. difficoltà di reperire renne volanti
2. Carico di lavoro e velocità relativa sproporzionati
3. La massa da spostare, la velocità richiesta e l'attrito vaporizzerebbero mandrie di renne e conducente
Che il testo faccia acqua da tutte le parti è già accennato nel paragrafo di critica della voce riportata della Nonciclopedia, ma sembra fondamentale affrontare la questione seriamente e più approfonditamente, perchè non è accettabile che si possa trattare così una persona anziana, che non fa altro che il suo lavoro e non disturba neppure.
Vorrei vedere come ci rimarreste voi, se qualcuno dicesse che non esistete solo perchè sul mio blog non vedo gli hits.
E finchè non vi vedo, sono autorizzato a pensare che il mondo sia popolato da una ventina di persone.
Nessuna specie conosciuta di renna può volare, d'accordo.
Ma possiamo dire che conosciamo le renne di Babbo Natale? Qualcuno ha delle foto? No, ovviamente, e non perchè si sono vaporizzate, (ci torniamo dopo), ma solo perchè stiamo parlando di professionisti, che non si fanno beccare così facilmente.
I calcoli sui tempi a disposizione per le diverse azioni richieste a Babbo Natale non li ho controllati, ma mi sembrano plausibili.
Sappiamo, peraltro, che, per chi si avvicina alla velocità della luce, il tempo si dilata. Il suo minuto sarà lunghissimo, rapportato ai nostri, ma per lui resterà sempre un minuto. Quindi la relatività sembra non essere adatta per spiegare il tutto: Babbo Natale potrebbe sì spostarsi velocemente da un posto all'altro, ma avrebbe molto meno (del suo) tempo (rispetto al nostro) a disposizione per le diverse azioni, se andasse sempre alla velocità della luce.
La soluzione si potrebbe ottenere per simmetria, però: se un essere andasse così lento, ma così lento, che potesse considerare la nostra velocità paragonabile a quella della luce, beh, ...nessuno lo ha mai provato..., ma niente di più facile che possa vedere una contrazione del tempo, al posto che dilatazione.
Il che non entra in contraddizione con la necessità di spostarsi super-velocemente da un punto all'altro: cosa c'è di meglio, dopo una bella corsa, per riposarsi un momento, che fermarsi ed andare così piano che non si può neppure immaginare quanto sia piano? Andando ad una velocità che sarebbe da moviola anche per Achille nella parte finale della gara contro la Tartaruga, potrebbe riuscire a fare tutte quelle cose, con calma, in un nostro millisecondo (non ho fatto i conti, ho buttato lì un numero, giusto per capirsi).
A nessuno sarà sfuggito che non conviene andare così piano: si riuscirebbero, paradossalmente, a fare un sacco di cose, ma si invecchierebbe in pochissimo tempo, ovvero, esattamente il contrario di chi va alla velocità della luce, che non invecchia rispetto a chi sta in coda in tangenziale (a proposito, non lamentatevi più, pensate a questo lato positivo...).
Come fa a non invecchiare di botto, Babbo Natale? Beh, facile, no? La velocità calcolata che le renne dovrebbero tenere secondo la presunta dimostrazione è ancora troppo bassa rispetto a quella della luce, ma si tratta di un calcolo della velocità minima che dovrebbero mantenere. Ma potrebbero pure andare più veloci, no? Chi glie lo vieta? E quando va così veloce, recupera il tempo perso.
Quindi, ricapitoliamo fino a qui: Babbo Natale si sposta a velocità vicina a quella della luce tra una casa e l'altra, poi rallenta di botto per fare tutte le operazioni necessarie nelle case. Le due velocità estreme (meno dello 0 assoluto e velocità della luce) si bilanciano completamente e Babbo Natale non invecchia troppo in fretta.
Il fatto che sia vecchio, comunque, fa pensare che tenda ad andare più verso il piano che verso il veloce; quindi cerca di godersela un po', di mangiarsi tutti i doni dei bambini, quindi ingrassa; torna tutto, no?
Ora: il calcolo del peso del carico e del numero delle renne della dimostrazione sembra un po' forzato e basato su ipotesi non immediatamente condivisibili. Infatti:
Date tutte queste premesse, basta cercare un modo per trasportare una massa così enorme in modo molto semplice. Il che ci fa venire in mente immediatamente almeno due soluzioni (non possiamo escludere che ce ne siano altre, ma di queste abbiamo ampia documentazione, scritta e filmata, alla faccia del CICAP):
Non credo che sia possibile discutere: sappiamo bene tutti che entrambe queste soluzioni permettono di trasportare senza alcuna difficoltà quantità enormi di oggetti. Evidentemente, per affinità, sarei per sostenere l'ipotesi che il sacco di Babbo Natale si avvicini più alla borsa di Mary Poppins, che alle tasche di Eta Beta. Inutile, in questa sede, scendere in spiegazioni scientifiche oramai di pubblico dominio (dimensioni parallele, l'altro lato del buco nero, etc. etc.) e che potrebbero, semmai, essere oggetto di altri approfondimenti.
Quindi: il carico apparente è quello riportato dalla dimostrazione, ma quello effettivo è molto inferiore, stimabile, a occhio, intorno ai 20Kg massimo.
Il che ci permetterebbe di avere ancora dei dubbi sulla possibilità di avvicinarci alla velocità della luce. Senza contare che, ben prima di quella velocità, le renne si dovrebbero vaporizzare comunque.
Se non fosse per un fatto banale, che sembra sfuggire agli autori dell'abominevole trattato: dove vive Babbo Natale? Al polo. E cosa vive al polo? le foche (anche altri animali, ma ci servono le foche, ora). E cosa si estrae dalle foche? Il grasso di foca. Ovvio: è una delle cose più adatte per ridurre l'attrito, molto molto usato da chiunque viaggi a velocità della luce, per ridurre significativamente i rischi di vaporizzazione. Non basta. Cosa succede quando stai per vaporizzarti? Cresce enormemente la temperatura. Proprio qui vi volevo: perchè credete che parta dal polo, con tutti quei ghiacci e quel freddo?
Non basta ancora. Come ridurre la crescita della massa ad altissima velocità? Non si riduce, quello che resta dell'effetto vaporizzazione, che aumenta con la velocità, riduce la massa che pure aumenta con la velocità, mantenendo stabile il sistema e dando torto a chi fa quei ragionamenti errati che ho riportato sopra riguardanti l'inerzia che cresce al crescere della velocità: quindi, si arriva alla velocità della luce con la stessa massa con cui si era partiti.
Il Presidente (ma sì che ve lo ricordate, è proprio quello citato in un precedente post) che per primo, pur in disaccordo con la dimostrazione medesima, mi ha girato la dimostrazione della non esistenza di Babbo Natale, mi ha fatto notare che - cito - l'iconografia natalizia relativa alla partenza e durante la parte visibile del volo (in effetti occhio umano non può percepire oggetti volanti prossimi alla velocità della luce) vengano emesse scie di stelline, per lo più dai pattini e dagli zoccoli delle renne. Questi in effetti toccando suolo potrebbero avere perso parte della protezione del grasso di foca. Le stelline sembrerebbero essere massa vaporizzata, nota angli esperti come plasma ionizzato, da cui la loro luminescenza.
Spero di essere stato abbastanza chiaro, nonostante l'evidente complessità degli argomenti trattati.
Fossi in voi (quelli sobri, intendo), prima di chiudere sarei indotto ad una o tutte le seguenti osservazioni:
Vi risparmio il resto, siamo quasi sotto Natale, siamo tutti un po' più buoni.
Resto, comunque, a disposizione per eventuali approfondimenti, non lasciatevi ingannare da falsi ragionamenti: Babbo Natale è vivo e sta bene.
ByeDepa
P.S.: Potrei prendere un Nobel per i contenuti scientifici di questo post, ma non fatene troppa pubblicità, ve ne prego, perchè nel periodo in cui consegnano i Nobel avrei intenzione di andare in ferie.
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sabato 15 dicembre 2007
Libbertà

Quanno m’accorsi d’esse prigioniero
Cor laccio ar piede in mano a un regazzino
Non c’ebbi che n’pensiero, de rivolà in giardino
[Er grillo zoppo - Trilussa]
Una volta, purtroppo, era più facile definire cosa fosse la libertà.
Forse perchè, quando si ha un piede straniero sopra il cuore, il peso si sente anche senza stare a pensarci.
Poi la situazione è migliorata e si è potuto distinguere tra la libertà da (beneficiario un popolo) e la libertà di (beneficiario il singolo).
Ci sta una libertà anche un po' più egoistica, un po' meno quando si usa lo stesso termine per scopi marketing, o per gridare il diritto di poter fotografare la privacy altrui, o per difendere la libertà di opprimere.
Tra gli estremi si posiziona, a mio modo di vedere, il software libero.
Il che ci riconduce (con un salto triplo degno del peggior telegiornalista che cerca di passare da un crudo fatto di cronaca nera alla rubrica settimanale di gastronomia) alla fine del post precedente, in cui accennavo al modello di business di un software libero come Daz Studio.
Ricordate che vi avevo minacciati di parlare di licenze Open Source e modelli di business?
Ricordate il finale di Hotel California, You can check out any time you like, but you can never leave? Fino a che punto siete veramente liberi di non cliccare sul link Leggi Tutto?
Credete che io possa riuscire mai ad annichilire ulteriormente la mia già scarsa immagine di scrittore, continuando con queste penosissime introduzioni?
Ricorderete certamente (non metto il link al post precedente perchè dovreste vergognarvi anche al solo pensiero di scherzare sulla possibilità di non averlo ancora letto) che il modello di business di Daz Studio e compagnia bella si basa sulla rivendita di modelli grafici 3D pre-realizzati (più o meno come qualche altro migliaio di siti di grafica, con la differenza che, essendosi creati loro il programma sono in vantaggio, perchè posseggono un forte catalizzatore e una forte leva marketing).
Diventa interessante, confrontarlo, molto brevissimamente, con altri modelli di business basati sull'Open Source (free as freedom, not price, ci rammentano fin da piccoli dalla Free Software Foundation (FSF)):
Casomai dovesse interessarvi approfondire questo primo riassunto, sopra, tra parentesi quadre ho indicato nomi di strategie utilizzati in un bellissimo (anche se un po' datato) articolo di IT Manager's Journal, che aggiunge anche le strategie di Optimization, Patronage, Hosted ed Embedded, decisamente più adatte (soprattutto la seconda) ad aziende di una certa dimensione e brand. Se vi avanza tempo, potrebbe interessarvi anche la presentazione di Tim O'Reilly relativa ai design pattern nei business model Open Source (non così fondamentale come altri testi dello stesso autore, peraltro).
Di fatto, il modello di business utilizzato da Daz si configura quasi come una vendita di estensioni: solo, mentre i moduli aggiuntivi di un prodotto si venderanno a pochi clienti selezionati, con costi relativamente elevati, le estensioni di questo tipo avranno come target la massa e potranno mantenere un prezzo basso.
Da notare che una variante interessante (non facilissima da applicare a prodotti impalpabili come quelli informatici e, in particolare ai modelli grafici, almeno in prima istanza) può essere quella di far leva sulla mania di collezionismo: si comprano pacchetti chiusi e si trovano, con diversa probabilità, oggetti 'confezionati' randomicamente (per chi avesse giocato a Magic the Gatheringo simili dovrebbe essere molto chiaro). Non ho esempi a questo proposito, non ne ho trovati, se ne conoscente segnalatemeli.
Con un modello di business basato sulla vendita di gadget o librerie, si evita pure il problema che mi sta capitando nel cercare di trovare un modo di affibbiare ad un mio sistema una licenza Open Source GPL v3 (la GPL è la licenza che più di tutte permette di supportare il dual licencing affiancando una licenza commerciale ad una Open Source e la versione 3 è particolarmente interessante per la compatibilità con altre licenze libere, Apache 2.0 in particolare e per la protezione nei confronti di chi volesse tentare di imporre eventuali brevetti su quanto è stato realizzato).
Forse vi sto per dire una banalità e vi annoierete (ma spero, invece, che vi cada la mascella per lo stupore come è capitato a me), ma mi è recentemente capitato di notare con disappunto che, sotto certe condizioni e pur utilizzando parti di software libero, è più facile rilasciare un prodotto software con una licenza commerciale che con la GPL.
Infatti le licenze, anche quelle libere, in quanto oggetti legali possono essere incompatibili tra loro, come ci ricordano i tipi della GNU (abbastanza ovviamente il link precedente è un approfondimento GPL-centrico: sarebbe interessante avere una sorta di matrice, tra le licenze più diffuse, ma non l'ho trovata).
Lo stupore cresce quando vi accorgete che le licenze di SUN non sono compatibili con la GPL.
Lo ridico in un altro modo: Java (di SUN - spiego dopo questa apparentemente curiosa precisazione) e GPL (fino al 13/11/2007) non potevano convivere.
Lo ridico ancora: Stallman si è espresso almeno due volte a proposito di quella che lui chiama Java Trap, tra il 2004 ed il 2006, evidenziando come programmi basati su Java (di SUN) non possano essere legalmente anche licenziati con la GPL.
Perchè la precisazione di prima (Java di SUN)? ne esistono altre? Certo, Java come specifica non pone vincoli, li pone la licenza con cui viene rilasciata l'implementazione. E la licenza di SUN, per quanto riconosciuta dalla fsf come libera, non è compatibile con GPL.
Le implementazioni alternative sono almeno 2: GNU Classpath, suggerito da Stallman ed il più recente Apache Harmony. Essendo implementazioni basate su licenze Open Source compatibili con la GPL, se riuscite a compilare il vostro sistema usando le loro librerie e compilatori, ok, siete salvi, potete rilasciare il vostro programma Java sotto GPL.
Purtroppo, allo stato attuale, sono implementazioni ancora parziali (per fare un esempio, il mio sistema non è ancora compilabile con questi due pacchetti - sto verificando come sostituire i metodi non implementati con altri, ma devo ancora capire bene se il gioco valga la candela).
Una breve parentesi: GNU Classpath si ferma alle specifiche della JDK 1.4, mentre Apache Harmony parte dalla compatibilità con la 1.5. Vedete voi cosa più vi serve (spero per voi che sia la 1.5 o la 1.6, ovviamente).
Inoltre con Apache Harmony potete farci sostanzialmente ciò che vi pare (licenza Apache 2.0), compreso commercializzare il vostro prodotto; con GNU Classpath, invece, non ne sono sicurissimo (il testo è ambiguo, la spiegazione sembra più possibilista - se riuscite a capirlo voi, con un ragionevole livello di certezza, fatemi un fischio): si basa su GPL (quindi, tutto ciò che tocca dovrebbe diventare GPL), ma con una eccezione che permette di linkare altri moduli, senza farli diventare GPL.
Certamente, lo so, l'ho detto prima, è inutile che continuiate a bisbigliare: esiste un'altra possibilità, dal 13/11/2007 Java è stato annunciato con licenza GPL (qualche commento di Goslin a questo proposito). Ne hanno parlato tutti, ci mancherebbe altro che fosse sfuggito un particolare così importante.
Purtroppo, almeno per i miei scopi, non va mica tanto bene. La scelta di SUN riguarda la licenza GPL v2, non la GPL v3. Ci sono, almeno, le seguenti controindicazioni:
- GPL v2 e GPL v3 sono incompatibili tra loro: quindi, tutta la parte relativa ai brevetti non sarebbe applicabile
- molto peggio, GPL V2 e licenza Apache non sono compatibili tra loro (mentre GPL v3 e Apache, sì): quindi non potrei utilizzare, nel mio sistema, tutte quelle belle librerie che uso
- ancora peggio: usando Java licenziato GPL v2 il vostro sistema diventerebbe GPL v2 anche lui e non sarebbe applicabile il dual licencing con licenza commerciale, non essendo il primo della cordata
Acc.... ma scusate, non ci sono programmi Java licenziati sotto GPL?
E come fanno? Ricevono lettere di cause dalla FSF in continuazione?
O so basano su zone grigie di interpretazione (tipo quella per cui, secondo l'Apache Foundation già la GPLv2 era compatibile con la licenza Apache 2.0, mentre secondo la FSF no)?
Vi devo chiedere di smetterla di deviare continuamente in parentesi inutili, e di cercare di concentrarvi sul punto fondamentale: come faccio a risolvere il mio problema?
Con lincenze BSD o MPL? No, troppo libere, io sono uno di quelli che 'non sopportano l'idea che altri possano vendere il mio sistema': anche un commerciale normodotato (cosa che io non sono, io sono la versione seria del signor Spock di Star Trek) potrebbe piazzare nel tempo libero il mio sistema e questo non mi potrebbe mai andare giù, dopo i miei inutili tentativi.
Prendendo spunto dalla GPL e aggiungendo varianti che permettano l'uso di librerie free? No, potrebbe essere complesso, non sono un legale, diventa un casino, ci vuole un attimo a sbagliarsi e a renderla troppo o troppo poco flessibile (pensate solo a quanto tempo e risorse ci hanno messo a variare la GPLv2 per farla diventare GPLv3).
Queste cose le dico per voi, per evitare che vi troviate con un bellissimo sistema (il più bello di tutti, ovviamente), basato su librerie Open Source, senza poter sfruttare la distribuzione free, perchè potreste rischiare di infrangere una o più delle licenze.
Non voglio che rischiate di dover rivedere le librerie di base del vostro sistema e di dover adattare parti del codice con ulteriore effort, a fronte di nessuna aggiunta in funzionalità (ulteriori costi, per voi), solo perchè non siete stati abbastanza lungimiranti all'inizio del progetto.
Non voglio rischiare io di rompermi le balle a leggere un lamento lungo un post sul vostro blog, scritto per sfogare il vostro disappunto e per chiedere inutilmente a Stallman e compagni se non sia il caso di ripensare un po' i vincoli della libertà, come già suggerito diverso tempo fa dallo stesso poeta con cui abbiamo iniziato questo post:
La libbertà [...]
se c'è chi la guida e la riduce
e l'incanala verso l'officina,
appena arriva smove la turbina,
diventa forza e se trasforma in luce.
[...]
Ma quanno l'acqua ha smosso ner cammino
una centrale elettrica o un mulino,
se canta o se barbotta, nun è male
lassaje un pò de sfogo naturale!
[La libbertà - Trilussa]
ByeDepa
P.S.: le mie scuse a Trilussa, per la leggera forzatura ed anacronismo dell'ultima citazione. Non credo di averne invertito o travisato completamente il senso, ma sono conscio di averlo allontantato un po' dall'originale intenzione.
P.P.S.: a Stallman e compagni: tranquilli, non sentitevi in obbligo di affrettarvi con un commento a questo post, la risposta la capisco da solo e comprendo la posizione, anche se la condivido solo parzialmente.
P.P.P.S.: prometto che smetto, ma non potevo non ricordare anche questa strofa, perchè su questo argomento non può che farmi bene anche un po' di autocritica:
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione
[La libertà - Gaber]
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martedì 27 novembre 2007
Come un bambino
Come un bambino ho iniziato e come un bambino mi sono velocemente annoiato.
Avete mai provato a cercare su Internet un presepe in grafica 3D (meglio se navigabile - e esageriamo? - con i personaggi che si muovono, l'acqua che scorre etc. etc.), da installare sul PC?
Beh, io non sono riuscito a trovarne neppure uno.
Ma se non ti arrendi al primo ostacolo, il minimo che puoi fare è provare a vedere se riesci a farlo tu (per giocare, non come attività commerciale).
Voglio dire: ci sarà pure un programma (free, ovviamente!), per quanto elementare, che sia in grado di stilizzare delle figure che, almeno da lontano, sembrino umane e poi sia in grado di scambiarle con altri programmi in grado di fare il resto del paesaggio, - lasciamo stare le animazioni etc. etc. per il momento. No?
Beh, sì e no.
No: non c'è un (solo) programma che in grado di stilizzare figure che sembrino umane almeno da lontano.
Sì: ce ne sono diversi in grado di modellarne che sembrino umane anche da vicino.
E anche con le animazioni.
Vi anticipo il finale, rovinandovi la sorpresa e la voglia di continuare: come nella più dozzinale commedia di Hollywood, non ci si può esimere dalla considerazione che un presepe vero è molto meglio, che serve arte, spirito e fuoco, non bit.
Ai pochi che saranno ancora interessati suggerirei di non escludere a priori che nel corpo del post si possano approfondire alcuni aspetti dei programmi sopra citati.
La ricerca di programmi per animazioni di modelli umani può riservare delle sorprese e fornire una vaga idea di come potrebbero essere quelli usati per realizzare film di successo.
L'occhio di Google cade subito su MakeHuman (plugin di Blender) e DAZ Studio.
Li ho trovati in questo ordine e mi sono fiondato sul primo, ben sapendo che Blender è un prodotto Open Source di altissimo livello. Una volta ho pure provato ad impararlo, ma ha una plancia comandi che neppure l'Enterprise e certamente io non sono un artista tale da giustificare uno sforzo di qualche giorno per iniziare a fare qualche scena in 3D: l'ho tenuto installato e poi mi sono limitato ad un decisamente più semplice e comunque per me più che adeguato anim8or.
MakeHuman è impressionante. Nella documentazione si legge che per realizzarlo hanno dovuto studiare anatomia in dettaglio e c'è da credergli. Partite da una figura umana base e vi trovate a cercare di modificarla, come fosse di gomma, in ogni suo più piccolo aspetto.
Volete la bocca un po' storta, un taglietto sul labbro, le narici più larghe? Vi serve un'espressione con gli occhi un po' infossati e stanchi? Per il vostro prossimo vampiro vi serve poter decidere la lunghezza dei denti? No, oggi modello un alieno con la testa come ET...
Alcuni volti base caratteristici sono già impostati, così come alcune strutture corporee, non vi resta che applicare il modello predefinito e usarlo come base per rilavorarlo di fino.
Chiaramente volete anche che l'uomo che avete disegnato cammini, raccolga oggetti da terra, salti, cerchi di prendere a pugni qualcuno, ci mancherebbe altro. E non potete sopportare che, girando la testa, i muscoli del collo non si tendano come nella vita reale.
Potete controllare tutto e poi renderizzarlo sfruttando Blender.
Ora che ci penso... tutto no... ci sono due icone che, accidenti, sono disabilitate: si tratta di quella che permette di disegnare anche i capelli e, molto peggio, di quella che permetterà di vestire i nostri personaggi (personalmente trovo inaccettabile inserire dei personaggi nudi nel presepe, escluso, al più, Gesù bambino...).
Beh, la versione che ho provato è una 0.9, queste caratteristiche sono promesse per la 1.0.
Personalmente l'attendo con ansia e sto già iniziando a lavorare alla sceneggiatura del mio film di animazione.
Facciamo un salto anche su Daz Studio 3D.
Vi serve un attimo per capire che il sito non mostra foto, ma personaggi renderizzati.
Qui hanno lavorato più a fondo sui materiali e sulle texture della pelle, delle iridi e per rendere particolari come la screpolatura delle labbra.
Qui i personaggi (i modelli base hanno dei nomi e sono proposti come attori e star - alcuni free, altri, molto più definiti, a pagamento) possono avere capelli (che si possono allungare ed accorciare) e vestiti (anche questi si possono adattare, rendere più o meno stretti).
Sono previste espressioni e posture predefinite, basta applicarle al personaggio e non sarà necessario fargli muovere il singolo muscolo: si posizionerà come da esempio.
Una curiosità: i modelli base non sono limitati solo ad umani nel vero senso della parola, ma anche anime e manga giapponesi: se avevate sempre sospettato che quei cartoni fossero un po' troppo uguali e precisi, giocando con questo programma ne potrete avere tutte le conferme.
Essendo un prodotto con fini commerciali (almeno, più espliciti di MakeHuman, nonostante dichiari di essere Tell-ware - sono contenti se ne indicate l'esistenza ad almeno due persone: con questo articolo dovrei andare pari, almeno spero), presta anche più attenzione alla compatibilità con i formati di file di altri sistemi più noti e di più alto livello (soprattutto Poser, riferimento essenziale, a quanto pare, per questo tipo di programmi).
Molto più user-friendly di MakeHuman, risulta anche meno flessibile, un po' troppo predefinito, forse un poco più asettico: i modelli presentano meno gradi di libertà, superati dai tanti elementi aggiuntivi precotti che si possono comprare: di diverse pettinature e abiti ne abbiamo già parlato, ma si possono comprare (e da altri siti anche scaricare gratuitamente) oggetti 3D di tutti i tipi per costruire mondi per i nostri personaggi: sedie, armadi, case, scudi e armature, animali e piante, etc. etc.
Il prezzo del singolo oggetto è abbastanza basso, perchè target è la massa.
Il presepe sarebbe una nicchia di mercato scoperta? Pensateci: si potrebbero vendere personaggi digitali, pastori e pecore, alberi etc. etc. per completarlo: strano che non ci abbiano ancora pensato.
Adesso ringraziatemi, perchè vi risparmio: originariamente avevo intenzione di continuare sulla strada indicata dalle ultime due frasi ed imbastire tutto un discorso su licenze Open Source e modelli di business, (mi sarei lasciato prendere la mano, sarei leggermente uscito fuori tema, ma quando mai non lo faccio? e poi, almeno su questo blog, lo svolgimento lo decido io...), che, in questo momento, mi stanno un po' assillando; ho, invece, deciso di fermarmi qui e, udite udite, di rimandare ad altro post quest'altro argomento.
Deve essere l'effetto dell'avvicinarsi del Natale: è bastato citare il presepe e sono diventato più buono
ByeDepa
P.S.: oltre ai programmi che gestiscono figure simil-umane, a partire da questi siti (o in questi stessi siti) si possono trovare anche programmi per realizzare paesaggi realistici ed animati (cito solo, come esempio Bryce e Terragen). Volevo ricordarvelo, ma, casomai, ne parleremo un'altra volta.
P.P.S.: per i più curiosi e giocosi, esiste anche un programma che genera volti in grafica 3D a partire da foto: si chiama FaceGen, se ne può scaricare una versione (ridotta e con scritte sopra alla testa) free.
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martedì 13 novembre 2007
Osservando distaccatamente babeli mediatiche

Miro, osservo, imparo. Se sto in ascolto posso migliorare. Se sono aperto ai suggerimenti posso cambiare.
A volte, per ricominciare è necessario cambiare nome.
Su queste basi si presenta, pirandellianamente, il Fu Democracy Player. Nome cambiato, appunto, in Miro e proprio oggi esce dalla preview pubblica e rilascia la versione 1.0
Cambiamento non impressionante, ma significativo, al punto da indurmi a questo nuovo post dopo la stroncatura di qualche mese fa.
Due al prezzo di uno: già che siamo in argomento proviamo anche a chiederci dove sia finito il tanto annunciato Babelgum, presunto concorrente di origini italiche di Joost.
Chiedendoci sempre, se non sia meglio uscire a farsi un giro, al posto che stare davanti alla TV ed al PC contemporaneamente.
Ai tempi del mio precedente approfondimento, il tempo era clemente, invitante, i dubbi erano ridotti.
In questi giorni, invece, fa freddo e tira vento. Bisogna pure cercare di sopravvivere allo sciopero dei mezzi e cercare di tornare a casina nonostante la natura si opponga, con gli alberi che si immolano tranciando le linee del tram, finendo di mettere in ginocchio il traffico di una Milano che Milano non è, che sgomita per cercare di tornarsene sul lago, in campagna, ma anche appena fuori dalla tangenziale, ovunque purchè non in strada, ferma.
Anche davanti alla TV o al PC.
Anche i pochi che viaggiano con (uno stupendo) Le mie italiane di Pennac in una mano e la sbarra del tram nell'altra, non appena arrivati in scompartimento lo ripongono nella borsa del portatile e si mettono a parlare con notepad, per allacciare dialoghi lontani nel tempo e nello spazio, lontani dall'adesso, dall'odore di bruciato dei freni del treno.
Sperando che siano i freni del treno e non la ventola del PC rotta che sta abbrustolendo la CPU, intendo.
Scartando a priori la possibilità che a fumare sia il cervello, oramai ai minimi termini per il poco sforzo critico che ci viene lasciato.
Perchè, forse, scrivere un blog è un modo per sforzarsi di parlare e pensare e non subire solo le informazioni che ci vengono iniettate dritte nella memoria a medio-breve termine, giusto il tempo di ricordarci cosa comprare domani al supermercato, prima di svanire per lasciare il posto a ciò che certamente vorremo desiderare dopodomani.
Avete DAVVERO selezionato Leggi tutto?
Grazie mille, anche se, al vostro posto, me ne sarei andato altrove perchè l'abstract era, oggettivamente, un po' consunto, un po' già visto, piuttosto banale.
Forse pensavate che, come al solito, nel body avrei parlato d'altro.
No. Sfortuna. Stavolta si parla davvero di recensioni di player. Noioso e banale (mica posso scrivere sette pagine di roba dense come una tazza di cioccolata tutte le volte), per questo sono riuscito a pubblicarlo a pochi giorni dal post precedente, rovinandomi la recente media di 1 post al mese.
E cercheremo pure di lasciare i lamentosi pianti su noi stessi e le paranoie sull'essere controllati fuori da questo approfondimento. Se vogliamo pensare, pensiamo, non è vero che non siamo liberi di farlo, e dovremmo anche iniziare a riconoscere il trucco.
Dovremmo sapere che i consigli della regia ci porteranno inevitabilmente a volere qualcosa che non ci passava neppure per la mente fino a qualche secondo fa.
Tra i diversi modi di uscirne, se è almeno in parte ancora vero che chiodo scaccia chiodo, possiamo provare a girarci, giocare coi figli, prendere un libro, girare per Internet, fare del sesso, vivere con le persone che amiamo, chiamare un amico, cercare Dio, fare una camminata in montagna, etc. etc.
E' veramente difficile la scelta tra essere cintura nera sulle puntate dell'ultima serie del Dr. House e cercare di migliorare la propria vita?
Se trovate che sia complicato riuscirci, meglio che lasciate subito questo post, perchè siete già conciati abbastanza male per conto vostro, ma se pensate di poter stare senza TV per una settimana senza gravi effetti collaterali, ok, andate avanti, parleremo di questa cosa di cui potete fare a meno e su cui, quindi, potete ancora fare delle scelte.
Visto che si tratta di un argomento interessante, ma neanche troppo, vediamo di chiuderlo in due parole.
Finalmente:
- hanno aggiunto permalink: si può scaricare un video, ma lo si può anche vedere, intanto che si scarica (dal sito originale, via browser, non ancora in Miro stesso)
- i filmati ripartono da dove avevate smesso di guardare (io lo trovo comodo)
- le ricerche non sono più così lente e la possibilità di estendere la lista dei siti su cui cercare è interessante (come il tentativo,
che non riesce spesso, peraltro, di catturare i video anche da siti non noti)
- non rischiate più il blocco del download se, intanto che scarica, potete girare tra gli altri canali ed impostare delle ricerche
- cancellazione dei download in sospeso e memo di download in corso quando si esce (ma ci voleva tanto?)
- presenza di canali in HD (bella risoluz... ah, già, ma l'ho downloadato, non è in stream...)
Problemi:
- ancora non legge/scarica da expertvillage (se non, ovviamente, per quei video che ExpertVillage trasmette anche via YouTube)
- paginazione risultati ricerche mancante: potete vedere un max di circa 20 risultati, anche se ce ne sono centinaia.
- appena installato parte con un tocco (unità di misura tecnica, corrispondente a 15,4 badilate irlandesi) di download predefiniti (a meno che non li abbia ripresi da una non completa deinstallazione di Democracy Player)
Inizia a diventare un tool da downloadare o, almeno, da tenere sotto controllo.
Da segnalare, en-passant, il tentativo di spingere gli utenti a realizzare la propria TV.
Un invito alla non passività, come il mio, o semplicemente una spinta a creare contenuti gratuiti? Comunque sia, interessante, quindi giocateci.
Su Babelgum, invece, c'è ancora meno da dire:
- sembra la copia di Joost, con piccole differenze grafiche (il telecomando è l'unica invenzione nella GUI, ma ha veramente poche funzionalità)
- ancora pochi (quasi nulli) i gadget
- ancora troppo pochi canali
- video di qualità, a prima vista, leggermente inferiore a quella di Joost (soprattutto a full screen)
- molto veloce lo spostamento (rewind, fast forward) all'interno del filmato che si sta visualizzando.
C'è ancora un bel po' di strada da fare, a quanto sembra e, nonostante sia italiano, c'è ben poco di italiano.
Ci sarebbe Vcast, se oltre a Mediaset non lo spengono anche gli altri, ma già come superamento della TV, con il videoregistratore. Che, se non altro, mostra fantasia nell'interpretazione limite delle licenze.
ByeDepa
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